Salto con gli sci, più ombre che luci nel 2024-25 dell’Italia. Il finale è comunque migliore del principio
Il 2024-25 non è stata una stagione gratificante per il salto con gli sci italiano, sicuramente inferiore al brillante 2023-24. La scorsa annata si era rivelata la migliore per il movimento azzurro da tempo immemore, mentre quella conclusasi ieri a Planica non verrà certo archiviata come “memorabile”. Ovviamente, in sede di analisi, è doveroso identificare […]

Il 2024-25 non è stata una stagione gratificante per il salto con gli sci italiano, sicuramente inferiore al brillante 2023-24. La scorsa annata si era rivelata la migliore per il movimento azzurro da tempo immemore, mentre quella conclusasi ieri a Planica non verrà certo archiviata come “memorabile”.
Ovviamente, in sede di analisi, è doveroso identificare le ragioni di quanto accaduto. Al riguardo, si riscontrano due tipologie di dinamiche. Quelle legate alle circostanze sfavorevoli, dunque al di fuori del controllo umano, e quelle invece a cui si può e si deve porre rimedio.
La sfortuna, perché tale può anche essere chiamata, ha assunto la forma del grave infortunio patito da Giovanni Bresadola proprio sul finire dell’anno scorso. Un serio incidente al ginocchio che, per non mettere a repentaglio la carriera del ventiquattrenne trentino, ha consigliato la massima cautela. Ne sono scaturiti tempi di recupero lunghissimi, proprio con l’obiettivo di non rischiare di perdere definitivamente una delle due punte di diamante della squadra. Privata di Bresadola, la rappresentativa azzurra ha si è vista depauperata quasi del 50% della sua “potenza di fuoco”. Inevitabile che i risultati siano stati inferiori, proprio perché è mancato uno dei due atleti in grado di raccogliere i piazzamenti più prestigiosi.
Cionondimeno, è indiscutibile come il rendimento di Alex Insam sia complessivamente stato al di sotto delle attese. Sia chiaro, nessuno pensava che il ventisettenne altoatesino potesse ripetere in inverno quanto fatto in estate (quando è salito sul podio in gare di Summer Grand Prix, le quali – oltre a essere caratterizzate da numerose assenze – lasciano sempre il cosiddetto “tempo che trovano”), però i piazzamenti del 2024-25 sono stati complessivamente peggiori di quelli del 2023-24.
Perché? Perché si è pagato un palese ritardo nell’adeguarsi ai nuovi regolamenti legati alle tute. A inizio anno, gli italiani non erano in alcun modo competitivi in termini di attrezzatura. Il gap è stato successivamente in gran parte colmato, ma il danno ormai era fatto. Nel salto con gli sci, se si resta indietro, non si recupera più del tutto. Bene essere riusciti a ritrovare un buon livello, ma la situazione poteva (e doveva) essere evitata.
Insam, agonisticamente a terra a dicembre, ha saputo risollevarsi. Anche perché evidentemente ci si è concentrati principalmente su di lui. Diverso il discorso per Andrea Campregher, che dal “fosso” in cui è finito potrà venir fuori solo in primavera. Il veneto merita di essere seguito a dovere, soprattutto perché in Italia di atleti eleggibili per i Giochi olimpici ce ne sono solo quattro!
Fra di essi, l’unica nota lieta del 2024-25 è Francesco Cecon. Il friulano ha chiuso la stagione in crescendo, confermando di avere margine. C’è chi lo sostiene da anni, il ragazzo ha un potenziale più alto di quanto visto sinora. Se ci sarà tempo e modo di svilupparlo, in futuro si potrà disporre di un saltatore competitivo, magari già dalla stagione olimpica di Milano Cortina 2026.