Processo per frode fiscale, Ancelotti si difende in tribunale: “Mi sembrava tutto regolare”
“Quando il Real Madrid mi propose la cessione dei diritti di immagine, mi misi in contatto col mio consulente inglese e dopo non me ne sono più occupato perché tutto mi sembrava corretto. Non pensavo che ci fosse una frode anche se ora, visto che sono qui, credo che le cose non fossero del tutto […] L'articolo Processo per frode fiscale, Ancelotti si difende in tribunale: “Mi sembrava tutto regolare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Quando il Real Madrid mi propose la cessione dei diritti di immagine, mi misi in contatto col mio consulente inglese e dopo non me ne sono più occupato perché tutto mi sembrava corretto. Non pensavo che ci fosse una frode anche se ora, visto che sono qui, credo che le cose non fossero del tutto corrette”. Queste sono state le parole pronunciate dall’allenatore del Real, Carlo Ancelotti, davanti al tribunale provinciale di Madrid nel processo che lo vede sul banco degli imputati per frode fiscale. Per il tecnico 66enne emiliano, la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni e 9 mesi di prigione per presunta frode all’erario spagnolo per poco più di 1 milione di euro fra il 2014 e il 2015, durante la sua prima esperienza sulla panchina dei Blancos.
Secondo la Procura, Ancelotti ha finto di trasferire i suoi diritti di immagine a diverse entità “senza reale attività o capacità di sfruttamento “. Queste società hanno domiciliazioni fiscali fuori dalla Spagna, quindi secondo l’accusa c’era l’intenzione di creare “opacità nei confronti del Tesoro spagnolo e nascondere il vero beneficiario dei redditi derivanti dallo sfruttamento dei loro diritti di immagine”. Il tecnico italiano ha però sottolineato: “Non ho mai dato importanza ai diritti d’immagine, sono i giocatori che fanno vendere le magliette. Mi interessava solo ricevere i 6 milioni netti per 3 anni e non mi sono mai reso conto che qualcosa non fosse corretto, né ho ricevuto alcuna comunicazione su un’indagine in corso”. All’uscita dal tribunale, ai cronisti che lo aspettavano, l’allenatore del Real Madrid si è limitato a dire “è andata bene, molto bene”.
Ancelotti è solo l’ultimo di una serie di grandi nomi del calcio ad aver avuto problemi con il fisco spagnolo e comunque, finora, nessuno è stato condannato a una pena detentiva. L’ex allenatore del Real Madrid, José Mourinho, ha ricevuto una condanna a un anno con sospensione della pena dopo essersi dichiarato colpevole di frode fiscale nel 2019. Anche Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, tra gli altri, sono stati riconosciuti colpevoli di frode fiscale in Spagna. Tutti loro sono stati accusati di aver utilizzato società di comodo al di fuori del paese per nascondere i proventi dei diritti d’immagine. Ancelotti ha spiegato durante il processo, in cui hanno testimoniato anche i figli, che la struttura per la cessione dei diritti d’immagine gli era stata proposta dal Real Madrid e che era quella abituale. “Mi sembrava abbastanza normale. Tutti i calciatori e il mio predecessore ce l’avevano, incluso Mourinho”, ha detto il tecnico.
Molti degli accusati di frode hanno raggiunto un accordo con le autorità fiscali e hanno ammesso la colpa per ridurre le loro pene. Arrivando in tribunale questa mattina, Ancelotti ha detto però di non voler patteggiare. Nel 2019 Ronaldo ha accettato di pagare una multa di quasi 19 milioni di euro e gli è stata comminata una condanna a 2 anni con sospensione della pena che non ha dovuto scontare. Messi e suo padre sono stati riconosciuti colpevoli di aver frodato il fisco per 4,1 milioni di euro, ma anche loro hanno evitato la pena detentiva pagando multe salate. Sempre nel 2019, l’ex giocatore del Real Madrid, Xabi Alonso, è stato uno dei pochi a essere processato e assolto dalle accuse di evasione fiscale.
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