Per fare l’Europa senza burocrazia

La parola d’ordine, con cui Trump ha vinto le elezioni americane, è Maga: Make American Great Again. Ora, la provocazione di Musk è «l’Europa deve tornare a essere grande». La politica italiana si divide, ma con poca progettualità: tutti sanno che, se si vuole trovare una ricetta condivisibile, o quanto meno efficace, l’unica soluzione è […] L'articolo Per fare l’Europa senza burocrazia proviene da Economy Magazine.

Mar 25, 2025 - 07:49
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Per fare l’Europa senza burocrazia

La parola d’ordine, con cui Trump ha vinto le elezioni americane, è Maga: Make American Great Again. Ora, la provocazione di Musk è «l’Europa deve tornare a essere grande». La politica italiana si divide, ma con poca progettualità: tutti sanno che, se si vuole trovare una ricetta condivisibile, o quanto meno efficace, l’unica soluzione è “smontare” la burocrazia; i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avrebbero dovuto servire proprio a questo scopo e, invece, è paradossalmente la capacità di autoconservazione della burocrazia che sta avendo  la meglio sulla crescita,  rallentando la distribuzione dei contributi e, quindi, l’effetto impattante sul sistema. Al 13 dicembre 2024, secondo Openpolis, fondazione che monitora l’andamento dei progetti legati al Pnrr, erano stati spesi 58,6 miliardi di euro, appena il 30,14 per cento dei 194,4 miliardi stanziati complessivamente: Infrastrutture 46,11 per cento, Impresa e lavoro 47,33 per cento e Giustizia 42,66 per cento; la percentuale calava al 22,61 per cento per i progetti di Digitalizzazione, pari a 3 miliardi dei 13 disponibili. Sul versante Scuola, università e ricerca era stato speso il 26,21 per cento, 7,4 miliardi, mentre per la salute, nonostante l’emergenza nazionale delle di liste di attesa, il 14,79, solo 2,3 miliardi su 15,6. Il Servizio Centrale della Ragioneria Generale, rinominato Ispettorato generale del Pnrr, deve svolgere i compiti di coordinamento operativo sull’attuazione, gestione finanziaria e monitoraggio del Pnrr nonché di controllo e rendicontazione all’UE, ma i fondi faticano ad arrivare all’impresa. Secondo il modello tipicamente Europeo, il centro dell’attenzione  sembra essere posto sul controllo: necessario se si vuole evitare che parte dell’immenso cash flow finisca in mano alla criminalità, ma, certamente, farraginoso, se si compara per esempio alla capacità di sviluppo che, negli anni 50 del ‘900, riuscì a determinare il piano Marshal. I controlli del sistema, per quanto fondamentali, non devono esser tali da affossarlo. Se un salvagente, per evocare il titolo della rubrica, è troppo ingombrante per lasciar muovere chi dovrebbe essere salvato, questi non affogherà, ma finirà alla deriva e morirà ancor peggio che annegato. È necessario determinare dei paradigmi di eticità dell’impresa che, se rispettati, consentano di non essere assoggettati a troppi lacci e lacciuoli e consentano un facile accesso al credito e una estrema semplificazione degli adempimenti, magari sul modello di quello con cui Confindustria Sicilia era riuscita a chiudere le porte alla Mafia.

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