Nyt, vinto un round con OpenAI

Andrà avanti la causa intentata dal New York Times contro OpenAI per violazione del copyright. Un giudice federale ha respinto la richiesta della società tecnologica di archiviare il procedimento avviato dalla proprietà del quotidiano per aver utilizzato i contenuti della pubblicazione per addestrare il suo sistema di intelligenza artificiale senza consenso o compenso. Il giudice […] L'articolo Nyt, vinto un round con OpenAI proviene da Iusletter.

Mar 28, 2025 - 14:28
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Nyt, vinto un round con OpenAI

Andrà avanti la causa intentata dal New York Times contro OpenAI per violazione del copyright. Un giudice federale ha respinto la richiesta della società tecnologica di archiviare il procedimento avviato dalla proprietà del quotidiano per aver utilizzato i contenuti della pubblicazione per addestrare il suo sistema di intelligenza artificiale senza consenso o compenso.

Il giudice distrettuale Sidney Stein ha assicurato che emetterà una sentenza «in tempi rapidi».

Il New York Times ha intentato la causa nel 2023 dopo una situazione di stallo nelle trattative con OpenAI e Microsoft su un accordo che avrebbe risolto le questioni relative all’uso dei suoi articoli per addestrare i chatbot prevedendo un accordo di licenza e l’istituzione di perimetri attorno agli strumenti di intelligenza artificiale generativa.

La causa, a cui hanno fatto seguito quelle intentate da altre fonti di informazione che hanno citato in giudizio OpenAI, potrebbe avere implicazioni di vasta portata sul settore dell’editoria giornalistica.

In gioco c’è la sostenibilità finanziaria dei media in un panorama in cui i lettori possono ignorare le fonti dirette a favore dei risultati di ricerca generati dagli strumenti di intelligenza artificiale.

A seconda delle decisioni di giudici, OpenAI potrebbe essere costretta ad accettare costosi accordi di licenza. OpenAI ha apportato modifiche in modo che il suo chatbot non fornisca copie letterali degli articoli, e non sono poche le testate che hanno scelto di accettare accordi di licenza, tra cui News Corp, proprietaria del Wall Street Journal e del New York Post, e Condé Nast, proprietaria del New Yorker.

Dotdash Meredith, editore tra gli altri del Daily Beast, ha reso noto che i ricavi derivanti dall’accordo di licenza con OpenAI ammontano a 16 milioni di dollari all’anno, mentre il New York Times ha speso solo nel 2024 10,8 milioni di dollari in costi legali associati al contenzioso sull’intelligenza artificiale generativa. Ma il bottino in gioco è molto più alto, dato che una singola constatazione di violazione riconosciuta potrebbe costare a OpenAI fino a 150 mila dollari.

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