Mar Nero Tregua più vicina

Gli Usa: accordo con Mosca e Kiev. Ma le parti chiedono garanzie. .

Mar 26, 2025 - 08:34
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Mar Nero Tregua più vicina

La tregua navale tra Russia e Ucraina si fa largo nel Mar Nero. Kiev accetta le proposte discusse tra Mosca e Washington al tavolo di Riyad. Ma ci sono due comunicati diversi: quello di Washington e Mosca, e quello di Washington e Kiev. I due documenti per la maggior parte convergono, ma in uno specifico punto si allontanano platealmente. Le intese condivise prevedono navigazione sicura; divieto di utilizzare le navi commerciali per scopi militari; impegno congiunto con Washington a sviluppare misure che assicurino l’effettivo divieto di attacco alle strutture energetiche; apertura ai "buoni uffici di Paesi terzi, per sostenere l’attuazione degli accordi energetici e marittimi" (parole anche di Mosca); impegno di Stati Uniti e Russia a lavorare per il raggiungimento di "una pace duratura e sostenibile", primo obiettivo fisiologico dell’Ucraina aggredita.

L’unico paragrafo totalmente divergente non è un errore, ma una precisa scelta diplomatica: l’Ucraina pensa a bambini e soldati, la Russia a cereali e fosfati. Il documento Usa-Ucraina valorizza infatti l’impegno statunitense nel favorire lo scambio di prigionieri di guerra, il rilascio dei detenuti civili e il ritorno dei bambini ucraini trasferiti con la forza. Il testo Usa-Russia ufficializza invece che Washington "contribuirà a ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, a ridurre i costi dell’assicurazione marittima e a migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento". "Vogliamo che il mercato dei cereali e dei fertilizzanti sia prevedibile, che nessuno cerchi più di spingerci fuori", rivendica il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. La Russia è in attesa della "revoca delle sanzioni" a Rosselkhozbank (credito agricolo). L’Ucraina non approva. Secondo Volodymyr Zelensky, l’apertura della Casa Bianca al Cremlino rappresenta "un indebolimento delle posizioni e un allentamento delle sanzioni". E il ministro della Difesa Rustem Omerov si rivolge così a Mosca: "Il movimento di navi militari russe oltre il Mar Nero orientale sarà considerato violazione dell’accordo e minaccia alla sicurezza nazionale".

Le tensioni diplomatiche restano quindi fortissime. Perché un cessate il fuoco a rate, mentre si combatte furiosamente dal Donbass al Kursk, comporta la sistematica dilatazione dei problemi irrisolti e la costante stigmatizzazione del nemico. "Stiamo aspettando un segnale ufficiale da Washington, non c’è fiducia nei russi ma saremo costruttivi e faremo il nostro lavoro", dichiara Zelensky. E con perfetta simmetria Lavrov mette in guardia gli Stati Uniti: "Avremo bisogno di chiare garanzie, e le garanzie potrebbero essere, data la triste esperienza degli accordi con Kiev, esclusivamente il risultato di ordini da Washington a Zelensky e al suo team di far questo e non altro".

La distanza tra le parti caratterizza anche il monitoraggio della tregua parziale devoluto a Paesi terzi. L’Ucraina guarda a "Turchia, Medio Oriente ed Europa", segnatamente alla coalizione dei volenterosi a guida anglofrancese che si riunirà nuovamente domani a Parigi. "Vogliamo capire chi è pronto a mettere in atto le garanzie di sicurezza", auspica Zelensky, mentre Lavrov firma parole sprezzanti contro Keir Starmer ed Emmanuel Macron pur senza citarli direttamente: "Sognatori che dimostrano ogni giorno il loro completo fallimento, la loro totale incompetenza politica".