F1 | Liuzzi: “Su Lawson una reazione selvaggia”
In F1 dopo solo due GP c’è stato già l’avvicendamento di Lawson in Red Bull, retrocesso da Helmut Marko e Chris Horner in Racing Bulls. Con Tsunoda che è stato quindi promosso in Red Bull al posto del neozelandese. Sull’argomento Lawson-Tsunoda è intervenuto Vitantonio Liuzzi ai microfoni di Pit-Talk. L’ex pilota di F1 ha sottolineato […] L'articolo F1 | Liuzzi: “Su Lawson una reazione selvaggia” proviene da F1Sport.it.

In F1 dopo solo due GP c’è stato già l’avvicendamento di Lawson in Red Bull, retrocesso da Helmut Marko e Chris Horner in Racing Bulls. Con Tsunoda che è stato quindi promosso in Red Bull al posto del neozelandese. Sull’argomento Lawson-Tsunoda è intervenuto Vitantonio Liuzzi ai microfoni di Pit-Talk. L’ex pilota di F1 ha sottolineato che in Red Bull si è sempre operato con l’intento di ottenere il massimo da ogni pilota, una mentalità padrona soprattutto di Helmut Marko.
Marko, infatti, è noto per il suo approccio severo e per il costante richiamo alla performance al massimo livello:
“Ogni pilota deve dare il 110% a ogni appuntamento”, ha dichiarato Liuzzi, che ha vissuto personalmente la tensione di essere sotto la sua osservazione.
La squadra di Milton Keynes, infatti, non è nuova a decisioni drastiche e tempestive, come dimostra la celerità con cui Lawson è stato retrocesso.
Un’altra mossa disperata? L’obiettivo è difendere Verstappen
Questa situazione mette in luce la filosofia della Red Bull, che non sembra disposta a concedere molto tempo di adattamento ai suoi piloti, soprattutto quando si tratta di difendere il dominio di Max Verstappen. La scelta di promuovere Tsunoda non è stata solo una mossa per l’esperienza, come ha spiegato Christian Horner, ma una necessità di sostenere il campione olandese, la cui leadership nel team è fondamentale.
Tuttavia, come ho già avuto modo di sottolineare nel mio articolo precedente, questa decisione ha portato alla retrocessione di Lawson in modo un po’ troppo affrettato. Due gare non sono sufficienti per valutare appieno il potenziale di un giovane pilota che si trova a correre in una squadra di vertice, dove la pressione di confrontarsi con Verstappen è enorme.
Se da un lato Tsunoda rappresenta una soluzione temporanea per Red Bull, con l’intento di aiutare Verstappen nello sviluppo della vettura, dall’altro c’è il rischio che anche per lui la missione diventi impossibile.
“Sicuramente non è bellissimo a livello sportivo, però la Red Bull ci ha abituato un po’ a queste situazioni “selvagge”, in cui i piloti vengono messi sotto grossa pressione. Sicuramente non ci aspettavamo un inizio così traumatico per Lawson, e penso che purtroppo anche per Tsunoda non sarà così facile. L’abbiamo visto l’anno scorso con Perez“
Liuzzi aggiunge: “È una situazione un po’ delicata in una Red Bull che, diciamo, vive un terremoto interno, perché dopo l’addio di Adrian Newey si ritrova in una situazione più difficile”. L’esperienza dei suoi predecessori, da Daniel Ricciardo fino a Sergio Pérez, dimostra quanto sia difficile mantenere alta la competitività in una squadra che vive alla costante ombra del talento di Verstappen.
Marika Magnano
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