L’Europa a caccia di materie prime: in Italia quattro progetti di riciclo
L’Europa accelera il passo per ridurre la dipendenza da paesi terzi nelle forniture di materie prime. Nell’ambito del pacchetto di 47 progetti selezionati dalla Commissione Ue, quattro riguardano l’Italia e si concentrano sul riciclo, con l’obiettivo di rafforzare la filiera europea e diversificare le fonti di approvvigionamento. Le iniziative in Italia saranno realizzate a Padova […] L'articolo L’Europa a caccia di materie prime: in Italia quattro progetti di riciclo proviene da Economy Magazine.

L’Europa accelera il passo per ridurre la dipendenza da paesi terzi nelle forniture di materie prime. Nell’ambito del pacchetto di 47 progetti selezionati dalla Commissione Ue, quattro riguardano l’Italia e si concentrano sul riciclo, con l’obiettivo di rafforzare la filiera europea e diversificare le fonti di approvvigionamento. Le iniziative in Italia saranno realizzate a Padova (Veneto), Rosignano (Toscana), Ceccano (Lazio) e Portovesme (Sardegna).
Nei prossimi mesi, l’Ue valuterà anche progetti in paesi extraeuropei per diversificare ulteriormente le forniture. Il messaggio è chiaro: l’Europa non può permettersi di rimanere indietro nella corsa alle materie prime e deve agire rapidamente per garantire la propria sovranità industriale e tecnologica.
Questa mossa si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act, la normativa che mira a ridurre la vulnerabilità del continente in settori chiave come la transizione verde, il digitale e l’industria della difesa e aerospaziale. L’obiettivo principale dell’Europa è incrementare la produzione interna di materie prime per soddisfare almeno il 10% della domanda europea con estrazione locale, il 40% con lavorazione e il 25% attraverso il riciclo, entro il 2030.
Europa e materie prime: investimenti e semplificazioni burocratiche
I 47 progetti selezionati coprono 14 delle 17 materie prime ritenute critiche, tra cui litio, nichel, cobalto, manganese e grafite. Sono stati scelti per la loro fattibilità e il rispetto di criteri ambientali, sociali e di governance, con una distribuzione che coinvolge 13 Stati membri tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Svezia. Per garantire la rapida realizzazione, la Commissione ha previsto un supporto finanziario coordinato, coinvolgendo gli Stati membri e le istituzioni finanziarie europee.
Un altro aspetto chiave riguarda le autorizzazioni semplificate. Mentre oggi i processi burocratici possono durare fino a dieci anni, il nuovo piano punta a ridurre i tempi a 27 mesi per i progetti di estrazione e 15 mesi per quelli di lavorazione e riciclo. Per l’implementazione completa dei progetti selezionati serviranno investimenti stimati in 22,5 miliardi di euro.
Un’Europa più indipendente nella corsa alle materie prime
Il vicepresidente esecutivo per la strategia industriale dell’Ue, Stephane Séjourné, ha sottolineato: “Le materie prime sono alla base delle nostre filiere strategiche. Senza un’adeguata autonomia, rischiamo di compromettere la decarbonizzazione e la competitività dell’Europa”.
La dipendenza dalla Cina
Un tema cruciale riguarda la dipendenza dalla Cina, Paese da cui proviene il 97% del magnesio utilizzato in Europa, elemento essenziale per l’industria della difesa. Proprio per questo motivo, progetti minerari in Romania e Repubblica Ceca, insieme alle iniziative di riciclo, assumono un ruolo centrale nella nuova strategia europea.
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