Le ragioni (e i torti) della sentenza Le Pen | L’analisi di Antonio Polito

“La sentenza che esclude Marine Le Pen dalle prossime elezioni presidenziali rendendola ineleggibile cambia i termini dell’equazione politica in Occidente, e porta alle estreme conseguenze un processo già in corso da tempo: la democrazia elettorale sta divorziando dallo Stato di diritto. O viceversa, se preferite”. Così Antonio Polito sul Corriere della Sera, dove spiega che […] L'articolo Le ragioni (e i torti) della sentenza Le Pen | L’analisi di Antonio Polito proviene da Osservatorio Riparte l'Italia.

Apr 3, 2025 - 06:58
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Le ragioni (e i torti) della sentenza Le Pen | L’analisi di Antonio Polito

“La sentenza che esclude Marine Le Pen dalle prossime elezioni presidenziali rendendola ineleggibile cambia i termini dell’equazione politica in Occidente, e porta alle estreme conseguenze un processo già in corso da tempo: la democrazia elettorale sta divorziando dallo Stato di diritto. O viceversa, se preferite”.

Così Antonio Polito sul Corriere della Sera, dove spiega che “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Anche in Russia si vota, anche in Iran; ma perché non ci sogneremmo mai di definirle democrazie?

Perché lì la legge non è uguale per tutti, il potere non è subordinato alla legge, e può mandare in carcere, o all’esilio, o uccidere chi gli si oppone.

La composizione virtuosa di questo dualismo è scritta nel primo articolo della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo (democrazia), che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (supremazia della legge).

L’interferenza tra i due poteri costituzionali, l’esecutivo e il giudiziario, non è però meno pericolosa per la democrazia quando funziona al contrario. La destra «sovranista» che strepita contro la sentenza Le Pen ha taciuto quando Trump graziò e scarcerò i golpisti che avevano dato l’assalto al Campidoglio, annullando così una condanna penale per motivi politici.

Diverso ancora è il caso della Romania, subito evocato da Salvini sulla scia della polemica di Vance con l’Europa. Lì – ricorda Polito – non si trattava di un «reato comune» con effetti politici, ma della sospetta intromissione di un potere straniero (la Russia) nel processo elettorale.

È una materia, dunque, in cui il torto e la ragione non sono sempre e tutte dalla stessa parte, non sono di destra o di sinistra. Come se ne esce? Probabilmente mettendo al lavoro parlamenti e giuristi sulla definizione di nuove regole, che proteggano tutti dal rischio di una guerra civile strisciante.

L’immunità parlamentare, per esempio, fu introdotta dai nostri costituenti dopo la guerra anche per proteggere i comunisti, che temevano di essere perseguitati per motivi politici.

A tutti poi – conclude – converrà mettere fine alla sbornia di populismo giustizialista che tanto è andata di moda un po’ ovunque negli ultimi anni, e che può ritorcersi contro i suoi stessi pifferai: Marine Le Pen aveva sempre auspicato la norma sull’ineleggibilità, e anzi ne chiedeva una versione più severa: a vita. Con lo slogan «mani pulite e testa alta»”.

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