Le notizie dei giornali su Google non producono guadagni a Google. Parola di Google
Secondo le associazioni degli editori Google “finora non è stata affatto trasparente” sull’importanza dei contenuti giornalistici nel suo modello di guadagno. E i risultati del test condotto in Europa non faranno altro che rinfocolare tali dubbi: per Mountain View infatti con o senza notizie i suoi guadagni in Adv non cambiano

Secondo le associazioni degli editori Google “finora non è stata affatto trasparente” sull’importanza dei contenuti giornalistici nel suo modello di guadagno. E i risultati del test condotto in Europa non faranno altro che rinfocolare tali dubbi: per Mountain View infatti con o senza notizie i suoi guadagni in Adv non cambiano
Da tempo Mountain View combatte la sua battaglia per evitare di rimborsare gli editori per il traffico che farebbe grazie al semplice fatto di mostrare le notizie dei vari media nei suoi risultati di ricerca. Una funzione che lo renderebbe per certi versi simile a una enorme edicola virtuale e che molti legislatori europei hanno voluto riequilibrare, spingendo la multinazionale statunitense a condividere parte dei guadagni di Adv con gli editori, senza il cui lavoro non ci sarebbe quella parte di traffico. Google però non è affatto convinta che i suoi utenti cerchino soprattutto news e lo ha voluto dimostrare con un test che ha a sua volta già creato polemiche e i cui risultati non mancheranno di sollevarne altre.
IL TEST DI GOOGLE SUL VALORE DELL’EDITORIA
Nei passati mesi (se ne ha avuto notizia attorno alla metà di novembre) Google ha condotto un esperimento che secondo la multinazionale statunitense le avrebbe permesso di valutare con rigore scientifico il valore economico delle news per il suo sistema di advertising delle notizie.
Tale esperimento è stato portato avanti in otto Paesi dell’Unione Europea: Italia, Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna ed è consistito nel bloccare all’1% degli internauti che hanno utilizzato la piattaforma la visualizzazione di news e articoli dal suo motore di ricerca, da Discover e da Google News per due mesi e mezzo.
LA REAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEL SETTORE
All’annuncio dell’avvio del test di Google avevano risposto con una dichiarazione congiunta la European Magazine Media Association (Emma), la European Newspaper Publishers’ Association (Enpa) e News Media Europe (Nme).
Le organizzazioni avevano sottolineato che Big G non aveva né consultato né informato del test gli editori di giornali o le loro associazioni di categoria. “Siamo estremamente preoccupati per la mancanza di informazioni e di trasparenza di questa iniziativa e per le conseguenze che potrebbe avere per gli editori di stampa europei – si leggeva nella nota -. Esortiamo pertanto Google a sospendere con effetto immediato i suoi test e ad avviare un dialogo con il settore editoriale della stampa europea per concordare, in modo costruttivo e trasparente, una via comune da seguire”.
I RISULTATI
Google comunque ha tirato dritto senza ascoltare gli editori. Al termine del test Mountain View ha comparato le entrate pubblicitarie arrivando a concludere che l’assenza di news non avrebbe alcun impatto sull’Adv di cui beneficia la principale piazza del web.
Lo studio di Google a favore di Google sembra insomma andare nella direzione di sostenere che gli editori sovrastimino i benefici che le loro news avrebbero sugli incassi del gruppo guidato da Sundar Pichai, che pure in passato è parso parecchio attento alla raccolta di notizie, tanto da includerle in feed ampiamente personalizzabili dai propri utenti.
LA FINALITA’ DELLA RICERCA DI GOOGLE
News o no, Google farebbe sempre e comunque gli stessi soldi. Con ogni probabilità Mountain View intende ora brandire questa ricerca per spuntare prezzi più bassi nelle trattative con editori e legislatori europei. Ma difficilmente gli editori accoglieranno senza fiatare i risultati di un esperimento che non è stato concordato e non è stato seguito sotto la supervisione di osservatori nominati dalla controparte.
IN GOOGLE NON SI NASCONDE LA SODDISFAZIONE PER L’ESITO DEL TEST
Scrive Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google Italia, malcelando la soddisfazione per i risultati del report: “Ne abbiamo parlato spesso, qui e in non so quanti eventi: sono le notizie a portare valore a Google, o è Google a portare valore agli editori? […] Oggi abbiamo i risultati di questo esperimento, e sono davvero chiari: i contenuti di notizia nel motore di ricerca non hanno alcun impatto misurabile sui ricavi pubblicitari di Google. Insomma, le persone che non vedevano questo tipo di contenuto hanno continuato a utilizzare Google nello stesso modo. Alla fine, non è un risultato così sorprendente: le persone utilizzano Google per numerose attività, dalla ricerca di un fiorista alle previsioni del tempo. E le query per notizie sono raramente appetibili per gli inserzionisti pubblicitari”.
Poi aggiunge: “Abbiamo condotto questo esperimento per fornire più dati, in particolare alle autorità competenti, sul nostro utilizzo dei contenuti di notizie. Questo non significa che cambia il nostro impegno nel collaborare con gli editori nella trasformazione digitale, e continueremo a concludere accordi per riconoscere un equo compenso per l’utilizzo dei loro contenuti, sulla base del loro reale valore”.
Intanto c’è chi sui social fa notare un particolare curioso: nessun test sarebbe stato condotto né in Francia né in Germania, ovvero i due Paesi europei che si sono mossi con maggior decisione contro Google spalleggiando gli editori. Mentre non è dato sapere se Google avesse la volontà di procedere in Germania, per ciò che concerne la situazione in Francia ricordiamo che un tribunale locale ha bloccato l’iniziativa a seguito a una richiesta del Syndicat des Éditeurs de la Presse Magazine. Questo perché Google potrà anche non dare ascolto agli editori, ma è comunque costretta a sottostare a ciò che dicono i magistrati.