Il livello dei ghiacci marini del pianeta ha raggiunto il minimo storico

La copertura globale di ghiaccio marino ha raggiunto il livello più basso mai registrato e ciò, secondo gli esperti, potrebbe segnare una nuova soglia critica per il cambiamento climatico. Lo riportano i dati della NASA e del National Snow and Ice Data Center (NSIDC) dell’Università del Colorado, i quali rivelano che il ghiaccio marino artico […] The post Il livello dei ghiacci marini del pianeta ha raggiunto il minimo storico appeared first on L'INDIPENDENTE.

Apr 2, 2025 - 16:18
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Il livello dei ghiacci marini del pianeta ha raggiunto il minimo storico

La copertura globale di ghiaccio marino ha raggiunto il livello più basso mai registrato e ciò, secondo gli esperti, potrebbe segnare una nuova soglia critica per il cambiamento climatico. Lo riportano i dati della NASA e del National Snow and Ice Data Center (NSIDC) dell’Università del Colorado, i quali rivelano che il ghiaccio marino artico ha toccato il minimo storico per il suo picco invernale il 22 marzo 2025, con un’estensione di 14,33 milioni di chilometri quadrati, inferiore al precedente record del 2017. Il tutto pochi giorni dopo che l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha riferito che gli ultimi dieci anni sono stati i dieci più caldi mai registrati e mentre il ghiaccio estivo in Antartide si è ridotto ulteriormente. Complessivamente, la perdita globale di ghiaccio marino è di oltre 2,5 milioni di chilometri quadrati rispetto alla media pre-2010, un’area pari a quella degli Stati Uniti a est del fiume Mississippi. «Il riscaldamento delle temperature spinge lo scioglimento del ghiaccio in tutto il mondo e, poiché stiamo assistendo a temperature così elevate, non sorprende che quest’anno stiamo vedendo la minor quantità di copertura di ghiaccio», ha commentato Linette Boisvert ricercatrice della NASA.

Il ghiaccio marino è uno strato di acqua oceanica ghiacciata che si forma e si scioglie stagionalmente nei poli. A differenza delle calotte glaciali e degli iceberg, che derivano dall’accumulo di neve su terraferma, il ghiaccio marino è direttamente legato alla temperatura dell’oceano e al ciclo stagionale. La sua presenza è ritenuta fondamentale per la regolazione del clima, poiché riflette la radiazione solare, influenzando la temperatura globale. Inoltre, fornisce un habitat essenziale per molte specie marine e terrestri, tra cui orsi polari, foche e krill, contribuendo all’equilibrio degli ecosistemi polari.

Nonostante negli ultimi decenni l’estensione di ghiaccio marino abbia mostrato una tendenza al ribasso sia nell’Artico che in Antartide, il minimo storico è stato toccato quest’anno, il 22 marzo, quando è stata registrata un’estensione di 14,33 milioni di chilometri quadrati che ha superato il precedente record negativo del 2017. Nel frattempo, il ghiaccio estivo in Antartide ha raggiunto la seconda estensione più bassa mai registrata, riducendosi a 1,98 milioni di chilometri quadrati. Complessivamente, spiegano i ricercatori, la perdita globale di ghiaccio marino ha superato i 2,5 milioni di chilometri quadrati rispetto alla media pre-2010. «È come se il battito cardiaco del pianeta stesse rallentando. Non va bene», ha commentato Boisvert, aggiungendo che con lo scioglimento di tali ghiacci gli oceani assorbono più calore, accelerando il riscaldamento globale e alterando le correnti oceaniche. È stato riscontrato, inoltre, che il ghiaccio artico si sta assottigliando progressivamente: mentre in passato le calotte più spesse resistevano all’estate, oggi la maggior parte del ghiaccio si scioglie completamente prima di poter consolidarsi negli anni successivi. «Stiamo assistendo a qualcosa di piuttosto senza precedenti, almeno su scala della società umana da migliaia di anni. Entreremo in questa prossima stagione estiva con meno ghiaccio per cominciare», hanno aggiunto i ricercatori, sottolineando che tali perdite includeranno ripercussioni non indifferenti anche al monitoraggio satellitare e alle tecnologie impiegate nella ricerca climatica.

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