Groenlandia, il politologo: rotte artiche strategiche
Trump non molla la grande isola. Il professor Marchetti: "Con lo scioglimento dei ghiacci l’isola diventa importante per sicurezza ed economia"

Roma, 29 marzo 2025 – La Groenlandia e l’area artica restano al centro dello scacchiere geopolitico. Quali sono le principali ragioni? Primariamente militari, ma anche fortemente economiche e commerciali, anche alla luce del riscaldamento globale in corso. Ne abbiamo parlato con il professor Raffaele Marchetti (foto), direttore del ‘Center for International and Strategic Studies’ della Luiss.
Professor Marchetti, perché questo interesse degli Usa nei confronti della Groenlandia?
"La ragione è triplice. Partiamo dalla sicurezza nazionale: con lo scioglimento dei ghiacci e la rotta del passaggio a nord, quel quadrante diventa molto più strategico. Una zona che diventa più operativa, punto nevralgico di transito e di accesso agli Stati Uniti: se qualcuno dovesse averli come obiettivo, quello sarebbe uno dei canali di accesso. Gli Stati Uniti hanno già una base lì che potrebbero così rafforzare".
È tutta l’area artica dunque ad essere strategica?
"Esatto, per lo stesso motivo. In fin dei conti, gli Stati Uniti vorrebbero anche il Canada, per coprire tutto l’arco nord. Al momento al nord hanno soltanto l’Alaska, ma se estendessero l’influenza, sarebbero più sicuri".
C’è poi la partita economica.
"La Groenlandia fa gola anche per i suoi minerali, le terre rare. Si tratta di componenti fondamentali per l’industria militare. Alcune di queste terre rare sono quasi un monopolio cinese e, se mai la Cina dovesse chiudere i rubinetti, alcune catene di produzione potrebbero bloccarsi. Dunque la Groenlandia, così come l’Ucraina, potrebbero offrire garanzie".
Mosse studiate anche in chiave anti-cinese.
"La Cina non sta a guardare. Ciò che gli Usa dovessero mai perdere potrebbe diventare obiettivo cinese. Un potenziale attacco agli Stati Uniti avverrebbe in maniera più rapida nelle acque groenlandesi che attraversando l’Atlantico".
Come si comporterà la Russia?
"Dato il clima positivo con gli Stati Uniti nelle trattative sull’Ucraina, così come per i dossier Groenlandia e Medio Oriente, potrebbe esserci un atteggiamento russo favorevole. Ma si tratta pur sempre di negoziazioni, tra l’altro sempre osservate da Pechino, con cui la Russia non interromperà le buone relazioni diplomatiche".
Dunque potrebbe attuare una politica internazionale dei "due forni"?
"Proverà a giocare sui due tavoli, considerando i vantaggi che certe tensioni militari possono rappresentare. La risoluzione del conflitto ucraino, ad esempio, potrebbe portare gli Stati Uniti a concentrarsi di più sul versante asiatico. Allo stesso tempo, la guerra in Europa ha provocato l’inasprimento delle tensioni internazionali, mentre la Cina stessa preferirebbe un sistema internazionale più stabile perché ha bisogno ancora di 10-15 anni per completare la sua fase di crescita".
Tecnicamente come dovrebbe avvenire la cessione della Groenlandia?
"Attraverso un referendum concesso dalla Danimarca. Altrimenti, con una vendita, strada assai remota”.