Fotovoltaico, record mondiale di efficienza al 12,3% per le celle trasparenti tandem. Si apre la strada alle finestre

Le celle trasparenti in perovskite tandem registrano un record del 12,3% di efficienza, aprendo la strada alle finestre fotovoltaiche. Le celle solari in perovskite, una delle innovazioni più promettenti nel settore del fotovoltaico, si basano sulla struttura cristallina di questo minerale, che permette un’elevata efficienza nella conversione della luce solare in elettricità. Molti studi si...

Mar 29, 2025 - 17:55
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Fotovoltaico, record mondiale di efficienza al 12,3% per le celle trasparenti tandem. Si apre la strada alle finestre

Le celle trasparenti in perovskite tandem registrano un record del 12,3% di efficienza, aprendo la strada alle finestre fotovoltaiche.

Le celle solari in perovskite, una delle innovazioni più promettenti nel settore del fotovoltaico, si basano sulla struttura cristallina di questo minerale, che permette un’elevata efficienza nella conversione della luce solare in elettricità. Molti studi si stanno concentrando su questa tecnologia e, sempre più frequentemente, vengono annunciati progressi. Ricerca e innovazione stanno portando a una sempre maggiore durabilità, con celle dieci volte più resistenti grazie all’uso dell’ossido di alluminio, ma anche a processi di produzione sempre più economici e applicazioni sempre più versatili, rese possibili tramite pellicola adesiva.

Le finestre diventano unità di produzione energetica

Un gruppo di ricercatori e ricercatrici danesi che fa capo al progetto CitySolar, finanziato dall’UE, ha introdotto una nuova tecnologia che consente di trasformare le normali finestre in unità di produzione energetica senza comprometterne la trasparenza.

Con un’efficienza del 12,3% e una trasparenza del 30%, il team ha stabilito un record mondiale per i moduli di celle solari trasparenti.

Utilizzo delle superfici in vetro esistenti negli edifici

Le celle solari trasparenti suscitano grande interesse perché risolvono diverse sfide chiave nel BIPV (fotovoltaico integrato negli edifici). Possono infatti essere applicate a normali finestre, lasciando entrare la luce e, allo stesso tempo, generando elettricità. Questa doppia funzione consente agli edifici di produrre energia senza compromettere l’estetica dell’architettura.

A differenza dei parchi solari, inoltre, queste finestre solari potranno generare elettricità esattamente dove è necessario che venga consumata, riducendo le perdite di trasmissione e minimizzando la necessità di aggiornamenti della rete elettrica.

Vicini alla produzione commerciale

La tecnologia combina due tipi di celle solari: celle solari a perovskite e celle solari organiche, che sfruttano diverse parti dello spettro luminoso. Lo strato di perovskite assorbe la luce quasi ultravioletta, mentre lo strato organico assorbe la luce quasi infrarossa, lasciando relativamente intatta la luce visibile.

La cella solare tandem raccoglie principalmente energia dalle parti infrarossa e ultravioletta dei raggi solari, ma non dalla luce visibile. Questo ci permette di stabilire nuovi standard di efficienza per le finestre solari semitrasparenti

spiega il professor Morten Madsen dell’University of Southern Denmark, uno dei principali ricercatori del progetto.

Sebbene siano necessari ulteriori investimenti per portare la tecnologia a livello commerciale, Morten Madsen è ottimista sul suo futuro.

Siamo in trattative con partner industriali per i prossimi passi. Possiamo scalare ciò che abbiamo sviluppato, ma abbiamo bisogno di partner commerciali. E ci sono ancora miglioramenti da apportare nella ricerca, ma ciò che conta è che sappiamo dove si trovano le sfide e abbiamo una strategia chiara per superarle

conclude il professore.

Il progetto CitySolar

Il progetto CitySolar è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e coinvolge nove partner provenienti da sette paesi, tra cui università di prestigio come l’University of Southern Denmark, la Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg e l’Università di Roma Tor Vergata, oltre a diversi centri di ricerca.

Il progetto è stato finanziato con 3,8 milioni di euro dal programma Horizon 2020 dell’UE e si trova attualmente a un livello di maturità tecnologica (TRL) tra 5 e 6, ovvero tra la fase di prova di concetto e la fase prototipale.

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Fonte: University of Southern Denmark

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