F1 | Windsor senza peli sulla lingua: “Red Bull un disastro, Verstappen andrebbe più forte con la VCARB”
F1 Red Bull Verstappen – In un momento di grande incertezza tecnica, Red Bull si affida ancora una volta all’uomo

F1 Red Bull Verstappen – In un momento di grande incertezza tecnica, Red Bull si affida ancora una volta all’uomo che negli ultimi anni ha trascinato la squadra a risultati straordinari: Max Verstappen.
Il quattro volte iridato, nonostante le difficoltà incontrate nelle prime due gare del campionato, è riuscito a portare a casa punti importanti, confermando la propria capacità di fare la differenza anche in condizioni non ideali. La nuova RB21, lontana parente della dominante monoposto dello scorso anno, ha mostrato una guidabilità complicata e una gestione tecnica ancora da affinare. Il confronto con la MCL39 della McLaren, attualmente punto di riferimento in termini di bilanciamento e prestazioni, è impietoso.
Le difficoltà della Red Bull
Nonostante ciò, il campione olandese ha saputo massimizzare il potenziale a disposizione, chiudendo quarto in Cina dopo una gara condotta al limite. In questo contesto, lo scambio tra Liam Lawson e Yuki Tsunoda, deciso dopo appena due weekend, ha sollevato più dubbi che certezze. Verstappen, chiamato a commentare la situazione, non ha nascosto la propria perplessità: secondo lui, il vero problema da risolvere non è la seconda guida, ma lo sviluppo del pacchetto tecnico. “Sarebbe stato più semplice per Liam fare bene con la Racing Bulls – ha dichiarato – perché in questo momento la RB21 è una vettura davvero difficile da portare al limite”.
Le sue parole trovano eco in un’analisi provocatoria del giornalista britannico Peter Windsor. Sul proprio canale YouTube, l’ex team manager ha suggerito che il telaio della Racing Bulls possa essere addirittura superiore a quello della vettura ufficiale. Un’affermazione che trova sostegno nei risultati: Tsunoda ha portato a casa punti importanti, mentre Hadjar ha impressionato con una qualifica solida a Shanghai. Di contro, Lawson ha faticato visibilmente nel tentativo di adattarsi a una monoposto definita da più parti instabile e imprevedibile.
Windsor e la differenza con la RB
Windsor ha rilanciato: “Guardate quanto è complicata la Red Bull per lo stesso Verstappen, che in Cina ha guidato in maniera impeccabile ma non è andato oltre il quarto posto. Se fosse al volante della macchina di Tsunoda, probabilmente sarebbe più avanti”. Queste valutazioni mettono in discussione l’approccio della squadra campione del mondo, evidenziando una possibile disconnessione tra gestione tecnica e scelte strategiche. In un contesto in cui la competitività non è più garantita, le parole del pilota olandese assumono un peso specifico rilevante.
La richiesta è chiara: servono aggiornamenti e investimenti mirati sull’evoluzione della monoposto, più che rotazioni tra i piloti nella speranza di trovare la spalla perfetta. Con il calendario che entra nel vivo, la priorità per la scuderia di Milton Keynes dovrà essere quella di recuperare terreno rispetto agli avversari diretti. Solo un netto miglioramento tecnico potrà permettere a Verstappen di tornare a lottare per il vertice con continuità. Le prestazioni individuali, da sole, non possono bastare a tenere a galla un progetto che oggi appare più fragile di quanto previsto.