Dl Bollette, più vicino il ritorno degli sconti fiscali sulle caldaie

Riaprire uno spazio alle agevolazioni fiscali per le caldaie a condensazione, anche quando non sono collocate all’interno di sistemi ibridi. Dopo il secco stop ai bonus per questi apparecchi, deciso dall’ultima legge di Bilancio, una parte della maggioranza lavora a un clamoroso cambio di rotta. Un pacchetto di emendamenti alla legge di conversione del decreto […] L'articolo Dl Bollette, più vicino il ritorno degli sconti fiscali sulle caldaie proviene da Iusletter.

Mar 25, 2025 - 15:57
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Dl Bollette, più vicino il ritorno degli sconti fiscali sulle caldaie

Riaprire uno spazio alle agevolazioni fiscali per le caldaie a condensazione, anche quando non sono collocate all’interno di sistemi ibridi. Dopo il secco stop ai bonus per questi apparecchi, deciso dall’ultima legge di Bilancio, una parte della maggioranza lavora a un clamoroso cambio di rotta. Un pacchetto di emendamenti alla legge di conversione del decreto Bollette, a prima firma Alberto Gusmeroli (Lega, presidente della commissione Attività produttive della Camera), punta alla riammissione degli sconti per alcuni prodotti, come le caldaie predisposte già dal produttore per funzionare all’interno di un sistema ibrido e quelle alimentate con combustibili rinnovabili.

Mentre restano in pista le modifiche già annunciate nei giorni scorsi (si veda «Il Sole 24 Ore» di domenica), dalla proroga per l’obbligo di sottoscrivere una polizza catastrofale per le imprese alla norma che punta a introdurre una salvaguardia per le auto aziendali ordinate dai datori di lavoro nel 2024, ma consegnate entro i primi sei mesi del 2025.

Tornando alle caldaie, la legge di Bilancio 2025 ha previsto il divieto di agevolazioni fiscali (ecobonus e bonus ristrutturazioni ordinario) per le cosiddette “caldaie uniche”. Una definizione che lascia aperta la strada agli sconti per gli apparecchi collocati nei sistemi ibridi (per i quali non c’è il divieto), cioè caldaie e pompe di calore controllate da una centralina. Si tratta di una previsione che applica le indicazioni della direttiva Case green (Energy performance of buildings directive), approvata nel 2024 da Bruxelles. Proprio su queste definizioni agiscono gli emendamenti presentati al decreto Bollette, che puntano a spostare i confini dei prodotti agevolabili, rendendoli più accessibili.

Così, uno degli emendamenti prevede che «le caldaie hybrid ready e le caldaie alimentate con combustibili rinnovabili non si intendono incluse nella definizione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili». Le caldaie uniche – va ribadito – sono quelle per la quali gli sconti restano vietati. In base a questa norma interpretativa non rientrano in questa definizione (e sarebbero quindi agevolabili) gli apparecchi progettati e prodotti per essere abbinati, anche in un momento successivo, a una pompa di calore, diventando ibridi. Si tratta, per l’appunto, dei cosiddetti “hybrid ready”. Discorso simile per le caldaie alimentate da gas rinnovabili (essenzialmente, idrogeno e biometano): anche queste non rientrerebbero nella definizione che porta al blocco delle agevolazioni. Un decreto successivo spiegherà quali paletti vanno rispettati per ricadere in queste definizioni.

Allo studio, come detto, ci sono però anche altri correttivi. Uno dovrebbe riguardare il bonus elettrodomestici. Un blocco di emendamenti potrebbe ritoccare la disciplina di questo contributo, per eliminare alcune storture evidenziate nelle scorse settimane dai produttori al Mimit (ministero delle Imprese e del made in Italy), a partire da quelle che favorirebbero i produttori extra Ue. Tra le novità, allora, ci sono il riconoscimento del bonus sotto forma di sconto in fattura, la gestione dei contributi tramite PagoPa e l’eliminazione del riferimento alla classe B.

Sulle auto aziendali l’emendamento che andrà in discussione prevede l’attivazione di una salvaguardia per gli ordini effettuati nel 2024 con consegna ritardata entro i primi sei mesi del 2025. In questo modo, sarebbe possibile riammettere nel regime fiscale agevolato chi oggi risulta escluso. Anche se un’ulteriore limatura potrebbe riguardare il termine di giugno 2025. Dal momento che, spesso, per la consegna delle auto passano anche più di sei mesi, è probabile che il termine di salvaguardia venga ampliato, anche oltre giugno, in modo da non escludere nessuno. Mentre, tra i temi all’ordine del giorno, c’è anche la proroga del debutto dell’obbligo di polizze catastrofali per le imprese. L’emendamento, presentato da Fratelli d’Italia, punta infatti a spostare in avanti l’adempimento di sette mesi rispetto alla scadenza ormai imminente del 31 marzo.

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