Denuncia brogli nel concorso universitario, lo rifanno e lo vince: un caso che può fare scuola

Il senso di giustizia non è mancato a Stefania Flore, un'avvocata cagliaritana che ha deciso di denunciare presunti brogli in un concorso universitario a Bologna. Dopo aver perso il posto per 2 punti, un punteggio che definiva ingiusto, ha avuto infatti il coraggio di fare un passo avanti, denunciando irregolarità nei criteri di valutazione. E il risultato? Un bando rifatto, una nuova commissione e, finalmente, una vittoria. Ma non solo: la Procura ha anche aperto un fascicolo sul caso. L’avvocata non si aspettava un esito così rumoroso: "La notizia mi è arrivata mentre ero in macchina e in radio passava Heroes di David Bowie, a me è sembrato un segnale", racconta Stefania al ‘Corriere di Bologna’, anche sorpresa dalla vicinanza che in tanti le hanno dimostrato: "Dopo l'esposto ho ricevuto tanta solidarietà". Indice La denuncia che cambia le regole Un bando rifatto e la vittoria inaspettata La solidarietà ricevuta Le difficoltà post-vittoria L'insegnamento di una denuncia La denuncia che cambia le regole Ma cosa le era successo? Nel concorso per un assegno di ricerca all'Università di Bologna, presso la facoltà di Scienze Giuridiche - che prevedeva un contratto di un anno a 19mila euro lordi per studiare “I diritti del minore nell’utilizzo di nuove tecnologie" - Stefania Flore si è vista superare da una candidata con una formazione che, a suo avviso, non giustificava il punteggio ricevuto. Lei con dottorato, diploma di specializzazione, docenze a contratto e varie pubblicazioni a curriculum non è riuscita invece a superare con successo il concorso. A differenza della neolaureata, che alle spalle aveva solo 3 mesi di stage al Parlamento Europeo.  L’avvocata ha anche segnalato che la sua rivale aveva sostenuto la tesi con la presidente della commissione che valutava i candidati del concorso. E che la stessa candidata collaborava con un’altra docente della stessa commissione. In più, ha scoperto che i criteri di valutazione erano stati modificati dopo che la commissione era stata messa a conoscenza dei candidati. Per tutti questi motivi, dopo la procedura, ha deciso di non rimanere in silenzio. Un bando rifatto e la vittoria inaspettata La reazione dell’avvocata cagliaritana ha fatto scattare la denuncia nei confronti dei professori della commissione, portando all’apertura di un fascicolo in Procura. Questa denuncia ha fatto annullare il concorso, di conseguenza il Dipartimento ha pubblicato un nuovo bando, limitando la partecipazione ai soli candidati con dottorato.  La nuova commissione, interamente composta da docenti esterni, ha rivalutato tutti i curricula. Dopo un colloquio orale, Stefania Flore è risultata la vincitrice. Un risultato che, inizialmente, non si aspettava. "Ho pensato che non si volesse lanciare il messaggio di premiare una persona che aveva dato fastidio", ammette. Eppure, il secondo bando ha cambiato il corso delle cose. Creando un ambiente più sereno e portando a un esame svolto con maggiore attenzione. La solidarietà ricevuta L'esperienza di Stefania non si è però limitata alla vittoria nel concorso. Dopo aver ottenuto il posto, ha ricevuto il sostegno di molti colleghi, non solo da Bologna ma da tutta Italia: "Tantissima solidarietà da parte dei colleghi di tutta Italia", dice. Questo supporto l'ha resa più determinata a continuare a lottare per la trasparenza e l'equità nei concorsi accademici. Le difficoltà post-vittoria Nonostante il trionfo, Stefania non ha comunque nascosto un certo disagio nell'entrare nel Dipartimento che aveva messo in discussione: "Avrei preferito passare onestamente la prima volta, ma ora che la correttezza è stata ripristinata per me non c'è problema", ha affermato. La sua situazione è stata resa ancora più complessa dal fatto che uno dei membri della commissione, la tutor che doveva seguirla, è stata sostituita. Un segno evidente che, anche dopo la vittoria, la vicenda non è stata priva di contraccolpi. L'insegnamento di una denuncia Questa vicenda, seppur dolorosa, ha avuto anche un altro risvolto positivo: ha mostrato come la trasparenza e la lotta contro le irregolarità possono fare la differenza. Per questo, Stefania Flore incoraggia altri a non temere le denunce, anche quando sembra che il gioco sia truccato: "Anche di fronte a un sospetto di irregolarità è un diritto chiedere di vederci chiaro". Una battaglia che, alla fine, l'ha portata alla vittoria, non solo professionale ma anche personale.

Mar 25, 2025 - 16:05
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Denuncia brogli nel concorso universitario, lo rifanno e lo vince: un caso che può fare scuola

denuncia brogli in un concorso universitario lo rifanno e vince

Il senso di giustizia non è mancato a Stefania Flore, un'avvocata cagliaritana che ha deciso di denunciare presunti brogli in un concorso universitario a Bologna. Dopo aver perso il posto per 2 punti, un punteggio che definiva ingiusto, ha avuto infatti il coraggio di fare un passo avanti, denunciando irregolarità nei criteri di valutazione.

E il risultato? Un bando rifatto, una nuova commissione e, finalmente, una vittoria. Ma non solo: la Procura ha anche aperto un fascicolo sul caso.

L’avvocata non si aspettava un esito così rumoroso: "La notizia mi è arrivata mentre ero in macchina e in radio passava Heroes di David Bowie, a me è sembrato un segnale", racconta Stefania al ‘Corriere di Bologna’, anche sorpresa dalla vicinanza che in tanti le hanno dimostrato: "Dopo l'esposto ho ricevuto tanta solidarietà".

Indice

  1. La denuncia che cambia le regole
  2. Un bando rifatto e la vittoria inaspettata
  3. La solidarietà ricevuta
  4. Le difficoltà post-vittoria
  5. L'insegnamento di una denuncia

La denuncia che cambia le regole

Ma cosa le era successo? Nel concorso per un assegno di ricerca all'Università di Bologna, presso la facoltà di Scienze Giuridiche - che prevedeva un contratto di un anno a 19mila euro lordi per studiare “I diritti del minore nell’utilizzo di nuove tecnologie" - Stefania Flore si è vista superare da una candidata con una formazione che, a suo avviso, non giustificava il punteggio ricevuto.

Lei con dottorato, diploma di specializzazione, docenze a contratto e varie pubblicazioni a curriculum non è riuscita invece a superare con successo il concorso. A differenza della neolaureata, che alle spalle aveva solo 3 mesi di stage al Parlamento Europeo

L’avvocata ha anche segnalato che la sua rivale aveva sostenuto la tesi con la presidente della commissione che valutava i candidati del concorso. E che la stessa candidata collaborava con un’altra docente della stessa commissione. In più, ha scoperto che i criteri di valutazione erano stati modificati dopo che la commissione era stata messa a conoscenza dei candidati. Per tutti questi motivi, dopo la procedura, ha deciso di non rimanere in silenzio.

Un bando rifatto e la vittoria inaspettata

La reazione dell’avvocata cagliaritana ha fatto scattare la denuncia nei confronti dei professori della commissione, portando all’apertura di un fascicolo in Procura. Questa denuncia ha fatto annullare il concorso, di conseguenza il Dipartimento ha pubblicato un nuovo bando, limitando la partecipazione ai soli candidati con dottorato. 

La nuova commissione, interamente composta da docenti esterni, ha rivalutato tutti i curricula. Dopo un colloquio orale, Stefania Flore è risultata la vincitrice. Un risultato che, inizialmente, non si aspettava.

"Ho pensato che non si volesse lanciare il messaggio di premiare una persona che aveva dato fastidio", ammette. Eppure, il secondo bando ha cambiato il corso delle cose. Creando un ambiente più sereno e portando a un esame svolto con maggiore attenzione.

La solidarietà ricevuta

L'esperienza di Stefania non si è però limitata alla vittoria nel concorso. Dopo aver ottenuto il posto, ha ricevuto il sostegno di molti colleghi, non solo da Bologna ma da tutta Italia: "Tantissima solidarietà da parte dei colleghi di tutta Italia", dice. Questo supporto l'ha resa più determinata a continuare a lottare per la trasparenza e l'equità nei concorsi accademici.

Le difficoltà post-vittoria

Nonostante il trionfo, Stefania non ha comunque nascosto un certo disagio nell'entrare nel Dipartimento che aveva messo in discussione: "Avrei preferito passare onestamente la prima volta, ma ora che la correttezza è stata ripristinata per me non c'è problema", ha affermato.

La sua situazione è stata resa ancora più complessa dal fatto che uno dei membri della commissione, la tutor che doveva seguirla, è stata sostituita. Un segno evidente che, anche dopo la vittoria, la vicenda non è stata priva di contraccolpi.

L'insegnamento di una denuncia

Questa vicenda, seppur dolorosa, ha avuto anche un altro risvolto positivo: ha mostrato come la trasparenza e la lotta contro le irregolarità possono fare la differenza. Per questo, Stefania Flore incoraggia altri a non temere le denunce, anche quando sembra che il gioco sia truccato: "Anche di fronte a un sospetto di irregolarità è un diritto chiedere di vederci chiaro".

Una battaglia che, alla fine, l'ha portata alla vittoria, non solo professionale ma anche personale.