Chi teme la longa Manus cinese sull’intelligenza artificiale

Il lancio della cinese Manus dovrebbe farci riflettere sui rischi derivanti da un uso indiscriminato e senza regole di intelligenze artificiali sempre più potenti e dirompenti per la tenuta della nostra società. I timori dell'esperto

Mar 24, 2025 - 09:31
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Chi teme la longa Manus cinese sull’intelligenza artificiale

Il lancio della cinese Manus dovrebbe farci riflettere sui rischi derivanti da un uso indiscriminato e senza regole di intelligenze artificiali sempre più potenti e dirompenti per la tenuta della nostra società. I timori dell’esperto

Su Start Magazine è già stato trattato approfonditamente il nuovo super algoritmo cinese Manus, presentato come una tecnologia di rottura rispetto a quanto visto finora. Ammesso e non concesso che rispetti le roboanti dichiarazioni dei suoi inventori, beninteso. Ma Manus ha già iniziato a impensierire anche gli esperti di casa nostra, come si può vedere leggendo questo interessante articolo di Davide Giribaldi, Chief Information Security Officer di SMI Technologies and Consulting, azienda che offre servizi di consulenza nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture IT.

CON MANUS LA RIVOLUZIONE E’ DIETRO L’ANGOLO?

Per l’esperto saremmo persino davanti a “un sistema digitale in grado di trasformare le nostre idee e i nostri pensieri in azioni, senza avere bisogno del nostro permesso”. Questo perché, spiega Giribaldi, “Manus AI è stato progettato per eseguire interi compiti autonomamente, prendendo decisioni operative senza necessità di continua supervisione”. Potremmo essere vicini alla fatidica linea rossa che sarebbe meglio non valicare a cuor leggero: “la sua capacità di eseguire compiti online senza intervento umano, come creare reti promozionali sui social media, scrivere documenti strategici e prenotare viaggi, dimostra la potenza della cosiddetta “AI agentica” nei confronti della quale è necessaria una profonda riflessione sui possibili effetti che possono manifestarsi quando un’intelligenza artificiale agisce liberamente, senza controlli rigidi”.

LA CINA AGISCE AL DI FUORI DALLE REGOLE, GLI USA STARANNO A GUARDARE?

Per l’autore dell’articolo infatti “È fin troppo evidente che questa crescente autonomia decisionale, seppur scontata dal punto di vista tecnologico, sollevi interrogativi cruciali su diverse questioni di governance, di sicurezza logica e fisica, ma anche sul futuro dell’innovazione”. Anche perché la Cina e le sue software house opererebbero in modo corsaro: “Ciò che rende rivoluzionario Manus AI, non è solo la sua tecnologia (in parte basata su modelli esistenti), ma il fatto che sia stato rilasciato su larga scala senza i limiti imposti, almeno in linea teorica, ai grandi laboratori occidentali come OpenAI, Anthropic e Google, che tradizionalmente hanno adottato fino ad oggi un approccio più cauto”.

COSA RISCHIAMO CON UNA MANUS LIBERA D’AGIRE

Per Giribaldi “L’adozione su larga scala di agenti AI come Manus potrebbe avere un impatto significativo su diversi ambiti, come il mercato del lavoro, la manipolazione delle informazioni, già sotto pressione con i sistemi attuali, e ovviamente la cybersecurity, per garantire la quale diventerebbe essenziale implementare soluzioni a loro volta basate su AI a tutela di persone, dati e informazioni”.

Secondo l’autore “Il futuro dell’AI non si costruisce con divieti assoluti, né con il liberismo totale, ma con binari sicuri su cui farla correre senza dimenticare che la tecnologia è solo uno strumento non in grado di decidere il nostro futuro, a meno che non siamo noi a lasciarlo fare. La responsabilità della scelta, quindi, è solo nostra: imprese, governi, cittadini”. L’Europa si è già mossa con l’AI Act, mentre a livello nazionale il Senato ha approvato il testo del ddl delega sull’intelligenza artificiale: basteranno a proteggerci dalla marea che si sta alzando, a est come pure a ovest?