Azioni Nexi sugli scudi su possibile offerta ricevuta per Dbs

La società avrebbe ricevuto un’offerta dal fondo Tpg per la sua divisione di Digital Banking Solutions, sistema però ritenuto strategico per gli interessi nazionali, pertanto potrebbe essere coinvolta nell’operazione anche Cassa Depositi e Prestiti.

Mar 20, 2025 - 11:33
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Azioni Nexi sugli scudi su possibile offerta ricevuta per Dbs

Nexi protagonista in questo inizio di seduta odierna a Piazza Affari, con gli acquisti arrivati a seguito dell’indiscrezione legata ad una possibile offerta ricevuta dalla società dei pagamenti digitali per la sua divisione Digital Banking Solutions.

Le azioni Nexi guadagnano oltre il 3% dopo un’ora di scambi, la migliore tra le blu chip del FTSE MIB (-0,60%), arrivando a toccare un massimo di 5,546 euro: azzerate così le perdite subite dal titolo in questo 2025.

Il Corriere della Sera riporta indiscrezioni circa un’offerta presentata dal fondo statunitense Tpg pari a 850 milioni per il sistema della società italiana che consente alle banche di regolare i loro rapporti di dare e avere che ha chiuso l’anno con 390 milioni di ricavi. La proposta includerebbe la rete e altre infrastrutture per i clienti istituzionali.

Tpg, che gestisce circa 246 miliardi di dollari, sarebbe disposta a coinvolgere Cassa Depositi e Prestiti a presidiare gli interessi nazionali, in quanto la rete interbancaria è considerata un’attività strategica perché si collega anche alla Banca d’Italia, alla centrale rischi e al sistema di prevenzioni delle frodi.

“Resta da capire se Cdp, socia di Nexi al 18,5%, sia interessata ad un ruolo di partner di minoranza di Tpg”, sottolinea il Corriere, oppure se preferisca “gestire in prima persona l’acquisto della rete che è destinata a giocare un ruolo centrale nel piano di euro digitale”, considerando anche che ha da poco incrementato la partecipazione nella società italiana, salendo dal 14,5% al 18,3% con l’obiettivo di rafforzare la presa sul gruppo e sulla sua rete interbancaria.

Cpd starebbe lavorando da mesi sul dossier, incaricando Mediobanca di studiare l’operazione, nella quale ci sarebbe anche l’opzione della creazione di una cordata per rilevare l’infrastruttura da Nexi. Secondo fondi del quotidiano, però, l’analisi dell’operazione richiederà ancora tempo e non è detto che porti alla formulazione di un’offerta da parte di Cdp.

Già in passato Nexi ha cercato di vendere il ramo Dbs, trattando la cessione al fondo F2i sulla base di una valutazione di 800 milioni. La trattativa, però, era tramontata a causa di divergenze sul prezzo e altre clausole contrattuali fra cui la richiesta di Nexi di continuare a svolgere servizi per l’acquirente.

Il fondo aveva coinvolto BFF, banca specializzata nel factoring e interessata soprattutto alla piattaforma per farmacie e aziende farmaceutiche che afferisce alla rete Nexi, interesse non sopito che potrebbe portare BFF a tornare in campo.

La cessione dell’intera divisione Dbs ad un fondo estero potrebbe avvenire “solo dopo l’acquisizione della rete interbancaria da parte di investitori istituzionali o con forti legami istituzionali”, secondo WebSim. In alternativa, “riteniamo valida la possibilità che Cdp possa guidare una cordata di investitori per rilevare l’intera Dbs senza dover effettuare un complicato scorporo della rete interbancaria”, aggiungono dalla sim.

La divisione Digital Banking Solutions nel 2024 ha generato 389 milioni di ricavi, con un Ebitda stimato di circa 155 milioni: “il prezzo indicato dall’articolo di stampa (850 milioni) implicherebbe quindi un multiplo di circa 5,5 volte l’Ebitda”, calcolano da WebSim, ritenendo questo quale “prezzo base su cui impostare una trattativa tra le parti”.

“In ogni caso, se confermata, la notizia dell’interesse per quest’area di business sarebbe positiva per Nexi in quanto ridurrebbe l'indebitamento finanziario fornendo al contempo ancor più visibilità riguardo la politica di remunerazione degli azionisti (buyback e dividendo) annunciata da Nexi”, proseguono gli analisti.

Inoltre, “la cessione della rete interbancaria aumenterebbe l'appeal speculativo togliendo dal perimetro di Nexi un asset sensibile e con potenziali problemi legati all'esercizio della golden power da parte del governo italiano. Ciò sarebbe cruciale per una possibile combinazione con la francese Worldline”, concludono da WebSim.