A rischio povertà un quarto degli italiani, chi sono i più colpiti

I dati sul rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia mostrano una situazione in peggioramento in tutta la popolazione, ma soprattutto nelle fasce sociali più deboli

Mar 26, 2025 - 14:14
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A rischio povertà un quarto degli italiani, chi sono i più colpiti

L’Istat ha diffuso un rapporto che combina dati del 2023 e del 2024 per calcolare il rischio di esclusione sociale e povertà in Italia. Lo scorso anno ricadeva in questa categoria il 23,1% della popolazione, in crescita rispetto al 22,8% del 2023. I redditi sono aumentati in termini nominali, del 4,2%, ma al netto dell’inflazione sono in realtà diminuiti dell’1,6%.

Il rischio di povertà ed esclusione sociale globale è calcolato sommando tre categorie di famiglie:

  • quelle a rischio di povertà (il 18,9% del totale);
  • quelle in condizione di grave deprivazione materiale (il 4,6%);
  • quelle a bassa intensità di lavoro (il 9,2%).

Ci sono però importanti differenze tra diverse condizioni sociali e familiari in questi dati.

Famiglie ricche e famiglie povere: dipende dai figli

Il primo fattore che determina il rischio di povertà e di esclusione sociale in Italia è il numero di componenti del nucleo familiare. In particolare, il numero di figli a carico ha un’incidenza significativa su questo dato.

  • coppie senza figli, 18,0% (nel 2023 era il 18,1%);
  • coppie con un figlio, 18,8% (nel 2023 era il 19,0%);
  • coppie con due figli, 19,1% (nel 2023 era il 20,6%);
  • coppie con tre o più figli, 34,8% (nel 2023 era il 32,0%).

I dati mostrano che avere più di due figli in Italia aumenta, più di ogni altro fattore, il rischio di povertà ed esclusione sociale. Le famiglie numerose sono quelle maggiormente in pericolo di rimanere ai margini della società per mancanza di risorse economiche. Non bastano quindi i recenti adeguamenti dell’assegno unico.

I single rappresentano un’altra categoria a rischio. Sia che abbiano figli, sia che non li abbiano, le percentuali di povertà in queste famiglie superano la media nazionale, attestandosi tra il 29 e il 30%, in aumento rispetto al 2023.

Anziani soli, la pensione non basta

L’aumento del rischio di povertà ed esclusione sociale continua anche in un’altra categoria molto a rischio, gli anziani pensionati. Le coppie di persone con più di 65 anni e senza figli sono in assoluto le meno esposte alla povertà, grazie a pensioni di vecchio ordinamento, spesso molto alte, e poche spese. La situazione cambia radicalmente se si considerano gli anziani soli.

Le famiglie composte da persone sole con 65 anni o più hanno un tasso di rischio del 29,4%, in aumento netto dal 28,8% del 2023. Il dato è ancora peggiore se si considerano soltanto le persone che vivono di pensioni o trasferimenti pubblici. Questo esclude le famiglie in cui gli ultra 65enni lavorano ancora, e la selezione rivela che il 33,1% di chi vive a carico dello Stato è a rischio povertà. Un dato tra quelli in crescita più rapida, visto che nel 2023 si fermava al 31,6%.

Rischio povertà più alto tra gli stranieri

Ma la vera discriminante del rischio povertà in Italia sembra essere la cittadinanza. Nessun’altra categoria rischia l’esclusione sociale come i cittadini stranieri. Il 37,5% delle famiglie con almeno un membro non italiano è in pericolo, anche se il dato è in rapida diminuzione rispetto all’anno precedente, quanto aveva superato il 40%.

Una condizione confermata anche dai dati sui redditi delle famiglie, che però risalgono al 2023. Il livello di reddito mediano annuo dei nuclei con stranieri è inferiore di 5.400 euro rispetto a quelli composti da soli italiani.