Tronchetti di Pirelli sgomma su Dagospia, La Stampa e La Verità fra Usa, Cina, Russia, Meloni e Trump
Fantasmagoriche e contorsionistiche interviste di quotidiani di sinistra e di destra a Marco Tronchetti Provera - alle prese con delicati dossier di Pirelli con Palazzo Chigi e Casa Bianca - elogiate da Lotario Di Segni

Fantasmagoriche e contorsionistiche interviste di quotidiani di sinistra e di destra a Marco Tronchetti Provera – alle prese con delicati dossier di Pirelli con Palazzo Chigi e Casa Bianca – elogiate da Lotario Di Segni
Caro direttore,
a differenza tua io ammiro da sempre Marco Tronchetti Provera di Pirelli e non solo per le scelte che ha compiuto verso il sesso femminile ma per le attività imprenditoriali, le decisioni finanziarie (mirabili quelle in Telecom Italia), le evoluzioni industriali (sontuose quelle in Pirelli Real Estate) e, soprattutto, per la capacità di cogliere la palla al balzo al momento opportuno per rilasciare pensose interviste ai principali giornali italiani che pare non vedano l’ora di raccogliere e diffondere il suo pensiero sullo scibile umano, a partire ovviamente dall’economia e dalla politica.
L’abilità del membro della omonima dinastia meneghina è particolarmente evidente nelle cangianti posizioni che fanno sempre collimare la geopolitica ai dividendi. Quando la Russia era in auge, elogiava la Russia e guarda caso i russi entravano nel suo gruppo; quando la Cina si apriva al mondo, apprezzava la Cina e guarda caso i cinesi entravano nel suo gruppo; quando come ora il trumpismo sempre più anticinese (pare) prende piede, guarda caso elogia le novità dell’America e si prepara a incrementare gli investimenti negli Stati Uniti sperando di evitare le ire dell’amministrazione Trump.
Un fenomeno da studiare.
Strepitose le due recenti interviste pubblicate sul quotidiano La Stampa e La Verità (perché lui ci tiene sempre a essere bipartisan, multipartisan e ubiquo come ogni vero imprenditore deve essere; quindi un’intervista per i lettori di sinistra e una per i lettori di destra; per quelli di centro, di destra e sinistra è sufficiente Dagospia, visto che il figlio di Roberto D’Agostino è top manager apprezzato del gruppo Pirelli).
Ti offro alcune frasi salienti che ha donato ai lettori del quotidiano del gruppo Gedi:
Quando diciamo che siamo o non siamo d’accordo con Donald Trump, dimentichiamo che, piaccia o no, è il presidente degli Stati Uniti, una grande democrazia che ha leve tecnologiche, militari, monetarie che la rendono una potenza unica.
Riconosciuta la forza degli Stati Uniti, tra grandi democrazie occidentali si può fare solo una cosa avendo come priorità la tutela della democrazia e del welfare europei: sedersi a un tavolo e iniziare a negoziare.
E ora ti rammento i concetti chiave che ha offerto ai lettori del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro:
L’elezione di Trump, con il ruolo che intende giocare a livello globale, ci ha messo di fronte alle nostre responsabilità. Abbiamo realizzato l’unione monetaria con l’euro, ma non abbiamo unificato le politiche economiche o fiscali, non abbiamo uniformato la politica estera.
Ma per riuscire a dialogare con sicuro profitto con ambienti americani di alto livello è opportuno che Tronchetti si affidi ai servigi di Paolo Messa, il lobbista italiano più filo Usa (ma non so quanto già del tutto filo Trump): una vera e propria nemesi per l’imprenditore, visto che il numero uno di Pirelli fu opportunamente e giustamente additato in un recente saggio di Messa come una delle personalità italiane con troppi e pericolosi rapporti con la Cina; Messa di fatto lo inserì fra gli industriali più invisi (se non il più inviso) negli Stati Uniti.
Comunque, a La Verità Tronchetti Provera ha dispensato elogi anche alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oltre che a Trump.
Non mi permetto di dare pagelle. Rilevo che la presidente del Consiglio ha dimostrato di avere carattere e determinazione, e di imporsi come interlocutrice di livello sulla scena internazionale, avendo ben chiaro che quando parliamo di Occidente, ci stiamo riferendo a Europa ed America insieme. Quanto ai singoli esponenti dell’esecutivo, ho avuto modo di apprezzare la competenza di diversi esponenti del governo.
Queste parole basteranno per massaggiare bene Palazzo Chigi visto che il governo, a fine 2024, ha messo sotto osservazione la compagnia chimica cinese Sinochem/Cnrc per una possibile violazione del golden power su Pirelli del giugno 2024. Sinochem, lo ricordo, è il maggiore azionista di Pirelli con una quota del 37 per cento.
Con il golden power, Palazzo Chigi aveva imposto a Sinochem di impegnarsi a far sì che l’amministratore delegato di Pirelli venisse indicato da Camfin (la holding di Tronchetti Provera, azionista di minoranza) e che quattro dei dodici amministratori della società vengano designati sempre da Camfin. Il governo, quindi, ha voluto verificare la compatibilità tra le suddette prescrizioni e la presenza, nel consiglio di amministrazione di Pirelli, di alcuni consiglieri espressi dai soci cinesi che ricoprirebbero anche ruoli dirigenziali in Cnrc e in Sinochem.
La “questione cinese” di Pirelli è rilevantissima perché – come sottolineato da Il Sole 24 Ore – la posizione di Sinochem potrebbe compromettere i piani di espansione negli Stati Uniti del gruppo degli pneumatici, vista la nuova legge per la protezione della sicurezza nazionale varata dal dipartimento del Commercio americano. Riforma della governance in vista? Se ne discuterà nel prossimo cda di Pirelli a fine marzo, come ha ricordato Nicola Porro sul Giornale che picchia sui cinesi dimenticandosi che è stato Tronchetti Provera a fare ponti d’oro ai cinesi per entrare in Pirelli (ma sono amnesie che pervadono anche Repubblica, per note ragioni, diciamo).
Comunque, se per l’America urgono le entrature di Messa, su Palazzo Chigi e dintorni il numero uno di Pirelli potrebbe giovarsi dei suggerimenti della società Utopia molto addentro nella presidenza del Consiglio (al di là di una anodina nota stampa del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) le cui attività imprenditoriali sono molto apprezzate da Dagospia.
Cordiali saluti,
Lotario di Segni
P.S. Mi raccomando, direttore: non mettere a questa lettera le tue consuete foto maliziose con Tronchetti Provera assieme ai cinesi o circondato di bandiere cinesi, perché sono superate. Nell’attesa che escano delle foto con i membri dell’amministrazione Trump e con i simboli americani, meglio optare per delle immagini neutre. Ti prego, anche se temo non mi ascolterai