Tesla, seconda frenata nelle vendite in Europa. Non solo colpa di Musk

La casa automobilistica continua il suo momento negativo nel Vecchio Continente e, secondo alcuni analisti, la causa andrebbe oltre l’impegno politico dell’imprenditore sudafricano.

Mar 25, 2025 - 10:28
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Tesla, seconda frenata nelle vendite in Europa. Non solo colpa di Musk

Ancora una brusca frenata per le vendite di Tesla in Europa, dopo i negativi dati di gennaio. I dati Acea comunicati oggi indicano un calo del 42,6% per il marchio di Elon Musk nel mese su base annua, segnando così una diminuzione delle vendite per il secondo mese consecutive nel Vecchio Continente. In particolare, ha venduto meno di 17.000 auto nell'Unione europea, in Gran Bretagna e nei Paesi dell'Associazione Europea di Libero Scambio, rispetto alle oltre 28.000 dello stesso mese nel 2024.
Si restringe anche la quota di mercato di Tesla, passata dal 2,8% del mercato totale all’attuale 1,8%, mentre soltanto nel settore delle auto elettriche a batteria la casa automobilistica scende dal 21,6% al 10,3%.

La frenata di Tesla arriva nonostante un aumento significativo delle vendite di BEV in Europa, cresciute del 26,1% rispetto al febbraio 2024, il secondo incremento consecutivo, mentre le vendite di auto ibride (HEV) sono aumentate del 19%, anche se le immatricolazioni totali di auto sono diminuite complessivamente del 3,1%.

A Wall Street, intanto, prosegue il recupero delle azioni Tesla, oggi in crescita in apertura di pre market USA dopo il +11,93% della seduta di ieri, la quarta consecutiva in verde. Il titolo ha guadagnato il 18% da venerdì scorso, riuscendo così a ridurre le perdite del 2025 a -26%.

Felipe Muñoz, analista di JATO Dynamics, ritiene che Tesla sta subendo cambiamenti significativi, tra cui il crescente coinvolgimento politico di Musk, l’aumento della concorrenza nel mercato dei veicoli elettrici e l'eliminazione graduale dell'attuale Model Y per far posto a una versione aggiornata, come riportato da Autocar Professional.

La gamma di prodotti targati Tesla risulta limitata e si avvia verso l’invecchiamento, mentre le case automobilistiche tradizionali e i nuovi concorrenti cinesi continuano a lanciare nuovi modelli elettrici, spesso anche più economici.

"Durante il processo di cambi di modelli, i marchi spesso subiscono un calo delle vendite prima di tornare ai livelli normali, una volta che il modello aggiornato diventa ampiamente disponibile. Marchi come Tesla, che hanno una gamma di modelli relativamente limitata, sono particolarmente vulnerabili al calo delle immatricolazioni quando intraprendono un cambio di modello", ha spiegato Muñoz.

A questo si aggiunge l’impegno in politica di Musk a fianco di Donald Trump e dei partiti europei di estrema destra, evidentemente accolto negativamente da una clientela potenzialmente dalla parte opposta a livello di idee politiche.

Nonostante le difficoltà attuali di Tesla, ieri gli analisti di Canaccord Genuity ribadivano la loro raccomandazione di acquisto sul titolo, mantenendo il target price a 404 dollari.

L’analista del broker, George Gianarikas, ha modificato la stima delle consegne per il primo trimestre del 2025 a circa 362.000 veicoli, in aumento rispetto alla precedente stima di circa 331.000 veicoli. Nonostante questo incremento, la nuova previsione rimane al di sotto della stima di consenso di circa 417.000 veicoli

L’incremento delle previsioni è dovuto a diversi fattori, tra cui il comportamento previsto dei consumatori e le sfide produttive: Gianarikas ritiene che i potenziali acquirenti potrebbero rimandare i loro acquisti per attendere il nuovo Model Y.

Inoltre, l’esperto cita i commenti della conference call sugli utili del quarto trimestre 2024 di Tesla, quando l’azienda ha menzionato significativi interventi di riconfigurazione degli impianti per la nuova Model Y, che dovrebbero temporaneamente influire sulla produzione. Con un fatturato annuo di 97,69 miliardi e un rapporto P/E di 123,19, Tesla mantiene la sua posizione di leader nel settore automobilistico.

Target price (450 dollari) ben oltre il prezzo attuale anche per Piper Sandler, con rating overweight confermato. Per il broker, l’attività politica di Musk potrebbe influenzare la domanda in una certa misura, “non è la ragione principale dietro il significativo calo delle consegne nel primo trimestre”.

Piuttosto che problemi per la domanda, per Piper il fattore primario sono i vincoli di fornitura, con la società che ha indicato le prolungate chiusure in tutti e quattro gli stabilimenti di produzione della Model Y quale ostacolo chiave che avrebbe limitato le consegne anche in presenza di un’elevata domanda.

Nonostante queste sfide, Tesla mantiene una solida salute finanziaria con un indice di liquidità di 2,02 e più liquidità che debito nel suo bilancio.

Il broker ha anche evidenziato il potenziale dei nuovi lanci di prodotti e il lancio a giugno del servizio di robotaxi come motivi per mantenere il rating positivo e il target price. Questi sviluppi potrebbero rappresentare future opportunità di crescita per Tesla e contribuire alla prospettiva ottimistica della società sul titolo.