Sul TikTok israeliano è virale fare video per ridicolizzare i bambini orfani di Gaza
Dopo gli innumerevoli video di soldati che umiliano i prigionieri e i morti palestinesi, sui social israeliani è scoppiata una nuova moda: creare contenuti che deridono i bambini di Gaza che hanno perso i genitori sotto le bombe. A rendere il tutto ancora più macabro è il fatto che gli autori di questi video siano […] The post Sul TikTok israeliano è virale fare video per ridicolizzare i bambini orfani di Gaza appeared first on L'INDIPENDENTE.

Dopo gli innumerevoli video di soldati che umiliano i prigionieri e i morti palestinesi, sui social israeliani è scoppiata una nuova moda: creare contenuti che deridono i bambini di Gaza che hanno perso i genitori sotto le bombe. A rendere il tutto ancora più macabro è il fatto che gli autori di questi video siano ragazzi e adolescenti israeliani “comuni”. Questi contenuti, divenuti virali su TikTok, consistono nel fare uno scherzo telefonico ai propri parenti – generalmente i padri – fingendo di essere membri di un’organizzazione umanitaria che offre aiuto ai bambini palestinesi rimasti senza casa e senza genitori. Il lato goliardico, secondo gli autori del video, starebbe nelle reazioni scandalizzate dei propri padri, spesso confusi, arrabbiati o stizziti: «Dovremmo distruggere anche casa tua», risponde una delle persone raggiunte al telefono; «Ospiterò volentieri i bambini di Gaza», si sente dire da un altro, «li legherò a un palo». Questa nuova tendenza non fa che confermare quanto spesso denunciato da molti: il razzismo e l’arabofobia permeano profondamente una consistente parte della società israeliana.
La nuova tendenza sui social israeliani sembra essere comparsa nei primi giorni di marzo, ma, come spesso accade con questo genere di fenomeno, è difficile rintracciarne l’origine. Un’ipotesi avanzata dai quotidiani arabi è che a lanciare la moda sia stato un influencer israeliano particolarmente noto tra i giovani su TikTok, Yakir Bar Zohar, con un video in cui ferma i passanti per strada fingendosi un operatore umanitario e chiedendo loro di donare per i bambini di Gaza. In un estratto del video, un ragazzo reagisce positivamente alla richiesta del finto attivista, il quale, confuso dall’inaspettata risposta, afferma che quei bambini potrebbero in futuro diventare membri di Hamas. I commenti sotto il video riflettono lo stesso tono dell’influencer: «Non posso credere ci sia ancora chi pensa che Gaza abbia bambini innocenti», scrive un utente; «Chi è questo ragazzo delirante?», chiede un altro. La maggior parte dei commenti di sostegno al passante, invece, mantiene la stessa linea di pensiero del creatore di contenuti, dipingendo il ragazzo interrogato dall’influencer come una persona «buona, ma ingenua».
Non si sa se a lanciare la tendenza sia stato il video di Yakir Bar Zohar, ma nei giorni successivi hanno iniziato a circolare numerosi video di giovani israeliani che chiamano i propri genitori per chiedere di donare a Gaza, ridendo per le loro reazioni esagerate. In un video, una delle persone raggiunte risponde: «Lasciamoli andare all’Inferno; loro e tutti coloro che li aiutano». Spesso questi “scherzi” sono accompagnati da provocazioni mirate a scatenare reazioni ancora più forti, tra le risate incontrollate dei presenti e i commenti di approvazione degli utenti. In un filmato, pubblicato con la scritta in sovrimpressione «Abbiamo chiamato nostro padre per chiedergli se voleva donare ai bambini di Gaza», il genitore reagisce stizzito alla richiesta di donazione. A quel punto, la ragazza al telefono gli dice, trattenendo le risate, che «alla fine i bambini non c’entrano niente con Hamas», attirando gli insulti del padre. Un’altra ragazza, dopo la reazione incredula del padre, lo provoca ulteriormente: «Visto che abbiamo distrutto le loro case, dovremmo ricostruirle», dice. «Certo, verrò io stesso di persona», risponde ironicamente lui. «Dovremmo distruggere anche la tua, di casa». I commenti degli utenti e l’uso provocatorio di certe frasi sembrano indicare che le affermazioni sull’innocenza dei bambini gazawi e sulla distruzione di Gaza vengano presentate al pubblico israeliano come contenuti di stampo propagandistico.
Dopo essere diventati virali, i video sono stati ripresi dai quotidiani arabi, che ne hanno diffuso il contenuto, scatenando una reazione di condanna nei confronti degli autori e spingendoli a cancellarli dai propri profili. Questa tendenza, comunque, dimostra come il razzismo e l’odio verso i palestinesi coinvolgano una parte ampia e trasversale della società israeliana, toccando soldati e civili, adulti e ragazzi. Dopo il 7 ottobre, durante la campagna di distruzione di Gaza, i soldati israeliani hanno più volte pubblicato video in cui ridicolizzavano la popolazione palestinese, scherzando sulle macerie delle loro case o con i vestiti delle donne uccise. Dal 7 ottobre, rapporti e fonti palestinesi indicano che almeno 14.500 bambini sono stati uccisi, migliaia feriti, circa 17.000 sono stati lasciati soli o separati dai genitori, 35.000 resi orfani e quasi un milione costretti a fuggire dalle proprie case.
[di Dario Lucisano]
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