Rifiuti ambientali, le cifre e il loro impatto: l’importanza dello smaltimento
Rifiuti speciali pericolosi e non richiedono una gestione specifica per il loro smaltimento o recupero. Ecco perché, anche per evitare sanzioni, bisogna affidarsi ai professionisti come ad esempio Perlotti Service sul territorio di Brescia.

Le manifatture che producono rifiuti speciali non pericolosi sono diverse, e appartengono a diversi settori come l’agroalimentare, l’edilizia, la metalmeccanica e il commercio.
Nell’industria alimentare si generano scarti organici e materiali di imballaggio, mentre nelle costruzioni si producono calcinacci, cemento e legno. Le industrie manifatturiere e metalmeccaniche generano residui di lavorazione come trucioli metallici e sfridi di produzione. Anche la grande distribuzione e il settore cartario contribuiscono con rifiuti come imballaggi, cartone e scarti di stampa. Pur non essendo pericolosi, questi rifiuti richiedono uno smaltimento adeguato per il recupero e il riciclo.
Cosa si intende per rifiuti speciali non pericolosi?
Con il termine specifico “rifiuti speciali non pericolosi” si fa riferimento a tutti quegli scarti derivanti da attività produttive, industriali, artigianali, agricole, commerciali o di servizio, che non contengono sostanze nocive per la salute umana o per l’ambiente. A differenza dei rifiuti urbani, che provengono dalle abitazioni e dalle attività quotidiane, questi rifiuti richiedono una gestione specifica per il loro smaltimento o recupero.
Naturalmente, esistono regole precise per lo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi. In Italia, la gestione dei rifiuti speciali non pericolosi è regolamentata principalmente dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come “Testo Unico Ambientale” (TUA). Questo decreto stabilisce le norme per la classificazione, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, imponendo obblighi precisi alle aziende produttrici e ai gestori di rifiuti speciali.
Nel 2020, il Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116 ha introdotto modifiche significative al TUA, in particolare riguardo alla gestione dei rifiuti speciali non pericolosi. Tra le novità, vi è l’esonero dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico per le imprese con meno di dieci dipendenti, limitatamente ai rifiuti non pericolosi.
È importante notare che, nonostante l’esonero per le piccole imprese per facilitare la gestione amministrativa, la corretta gestione dei rifiuti speciali non pericolosi rimane fondamentale per garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Cosa si intende per rifiuti speciali pericolosi?
I rifiuti speciali pericolosi sono quelli derivanti da attività produttive, industriali, agricole, sanitarie o di servizio che contengono sostanze nocive per la salute umana e per l’ambiente. Si distinguono dai rifiuti non pericolosi per la presenza di elementi tossici, infiammabili, corrosivi, infettivi o comunque dannosi, che ne richiedono una gestione particolarmente attenta. Questi rifiuti devono essere identificati attraverso codici specifici (CER), trasportati e smaltiti da operatori autorizzati e trattati in impianti adeguati, in conformità alla normativa ambientale vigente.
In Italia, la gestione dei rifiuti speciali pericolosi è regolamentata principalmente dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come “Testo Unico Ambientale” (TUA). Questo decreto stabilisce le norme per la classificazione, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, imponendo obblighi precisi alle aziende produttrici e ai gestori di rifiuti speciali. L’ADR (Accord Dangereuses par Route) è invece il protocollo emanato a livello europeo che deve essere eseguito nel caso di trasporto e smaltimento dei rifiuti definiti pericolosi.
Esso o definisce le norme per l’imballaggio, l’etichettatura, la documentazione, il trasporto e la sicurezza delle sostanze pericolose, al fine di ridurre i rischi per l’ambiente e la salute pubblica.
L’ADR classifica le merci pericolose in categorie specifiche, come materiali infiammabili, tossici, corrosivi ed esplosivi, e impone requisiti particolari per i veicoli, gli autisti e i trasportatori, che devono essere adeguatamente formati e certificati.
Smaltimento scorretto dei rifiuti speciali: ci sono delle sanzioni?
L o smaltimento scorretto dei rifiuti speciali è soggetto a sanzioni amministrative e penali, previste dal Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale). Le sanzioni variano in base alla gravità dell’infrazione e possono includere multe elevate, sospensione dell’attività e, nei casi più gravi, anche l’arresto.
Ad esempio, l’abbandono o il deposito incontrollato può comportare multe fino a 26.000 euro, mentre la gestione illecita di rifiuti pericolosi può essere punita con l’arresto fino a due anni. Se il reato causa danni all’ambiente, si applicano norme più severe, con aggravanti e responsabilità penali per l’azienda e i responsabili.
Oltre alle sanzioni nazionali, possono esserci normative regionali e regolamenti specifici di settore che impongono ulteriori obblighi alle imprese per garantire una corretta gestione dei rifiuti.
A chi affidarsi per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non?
Nell’area di Brescia, Perlotti Service si occupa dal 1990 di smaltimento di rifiuti industriali pericolosi e non, pulizia di tubazioni, fosse biologiche, pozzi neri, vasche e scarichi di cucine. Con tutte le certificazioni necessarie al corretto prelievo, trasporto e smaltimento delle sostanze di scarto, questa società può rivelarsi un’alleata fondamentale per tutte le aziende (ma anche condomini e privati cittadini) che devono gestire questa parte della loro quotidianità in conformità con le normative vigenti.
Dotato di una serie di autorizzazioni specifiche, come per esempio ISO 9001 2015, ISO 14001 201, l’iscrizione all’albo gestori ambientali Cat. 4 – Rifiuti speciali non pericolosi e dei gestori ambientali Cat. 5 per rifiuti speciali pericolosi, Perlotti Service è il partner che stai cercando se hai bisogno di un intervento attento, preciso e puntuale, sia in termini di manutenzione programmata che di emergenze.