Prossima riunione BCE 2025: taglio dei tassi e calendario

Le riunioni della BCE influenzano i mercati finanziari. Scopri il calendario 2025 e come le decisioni sui tassi d'interesse possono impattare l'economia e gli investimenti. The post Prossima riunione BCE 2025: taglio dei tassi e calendario appeared first on Rankia: Comunità finanziaria.

Gen 31, 2025 - 13:32
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Prossima riunione BCE 2025: taglio dei tassi e calendario

Ci sono diversi attori in grado di influenzare i mercati finanziari e la BCE, fra questi, ricopre sicuramente un ruolo di primo piano. Per questo motivo, da investitore, è importante restare aggiornati sui meeting, le occasioni in cui vengono determinate le politiche finanziarie della banca centrale. Vediamo, di seguito, il calendario delle riunioni BCE 2025.

Prossima riunione BCE 2023

Quando si riunisce il consiglio direttivo della BCE

Ci sono due tipi di riunioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Riunioni per le decisioni di politica monetaria: queste riunioni si svolgono ogni 6 settimane. In queste occasioni, il Consiglio Direttivo della BCE valuta la situazione economica e finanziaria e prende decisioni sui tassi di interesse e su altre misure di politica monetaria per mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro.
  • Riunioni per decisioni di altro tipo: queste riunioni si tengono ogni 2 settimane. Coprono una vasta gamma di argomenti che non sono direttamente legati alle decisioni di politica monetaria, come la supervisione bancaria, la stabilità finanziaria e altre questioni amministrative e organizzative della BCE.

Prossima riunione BCE 2025

La prossima riunione della BCE sarà il 6 marzo 2025. Non solo investitori e analisti, ma anche i cittadini dell’Eurozona tengono d’occhio il calendario della Banca Centrale Europea. Le decisioni del Consiglio Direttivo, guidato da Christine Lagarde, possono infatti avere un impatto significativo sui portafogli delle famiglie.

Ogni riunione BCE è quindi attesa con trepidante attesa e preceduta da una raffica di previsioni sulle mosse dell’istituto di Francoforte. Le parole di Lagarde e del Consiglio Direttivo vengono analizzate con attenzione per decifrare il loro significato e le possibili implicazioni per l’economia e i mercati finanziari.

Di seguito vi proponiamo il calendario 2025 delle riunioni da monitorare per non perdere neanche un appuntamento con la BCE.

Calendario BCE 2025

Dopo questa ultima riunione del 30 gennaio 2025, vediamo adesso le prossime riunione BCE del 2025 in tema di politica monetaria.

  • 30 gennaio 2025
  • 6 marzo 2025
  • 17 aprile 2025
  • 5 giugno 2025
  • 24 luglio 2025
  • 11 settembre 2025
  • 30 ottobre 2025
  • 18 dicembre 2025

Se vuoi restare aggiornato sui movimenti delle politiche monetarie scopri quando è la prossima riunione FED.

Ultima riunione della BCE: nuovo taglio dei tassi di 25 punti base e divergenza con la FED

Ancora una volta, la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base, portando il totale dei tagli a 125 punti base in soli sei mesi. Di conseguenza, i tassi di interesse si attestano ora ai seguenti livelli:

  • Tasso sui depositi: 2,75% (-25 pb)
  • Tasso di rifinanziamento principale: 2,90% (-25 pb)
  • Tasso di interesse sulla struttura di prestito marginale: 3,15% (-25 pb)
Grafico tassi interesse BCE dal 1998 al 2026
Fonte: euribor-rates.eu

Di conseguenza, il divario con la Federal Reserve degli Stati Uniti continua ad ampliarsi, poiché quest’ultima ha deciso di sospendere i tagli ai tassi a causa della persistenza dell’inflazione, mantenendo i tassi d’interesse tra il 4,25% e il 4,50%.

Christine Lagarde, presidente della BCE, ha giustificato questa nuova decisione sottolineando che la “politica monetaria resta restrittiva” e necessaria per continuare a ridurre l’inflazione.

Tuttavia, questa ulteriore riduzione riflette anche le crescenti preoccupazioni sulla debolezza economica dell’Eurozona rispetto ad altre aree che continuano a crescere. Inoltre, il mercato non esclude nuovi tagli entro la fine dell’anno: alcuni analisti parlano già di altri 100 punti base di allentamento monetario entro dicembre 2025.

Durante la conferenza stampa, Lagarde ha assunto un atteggiamento più disteso, offrendo un titolo interessante: “Il tasso d’inflazione tornerà al 2% nel corso dell’anno“.

Il processo di disinflazione procede, ma ci sono ancora rischi

La presidente della BCE ha evidenziato che, nonostante l’inflazione dell’Eurozona sia ancora al di sopra dell’obiettivo, il processo di disinflazione sta avanzando costantemente. A dicembre, l’inflazione generale si è attestata al 2,4% su base annua, trainata in gran parte dal settore energetico, che tuttavia potrebbe registrare nuovi rialzi temporanei. L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, si è mantenuta al 2,7% per il quarto mese consecutivo.

Il comunicato della BCE sottolinea che fattori come la moderazione salariale e il rallentamento della crescita dei profitti aziendali stanno contribuendo a questa tendenza disinflazionistica.

Nuovi tagli in arrivo nel breve termine?

Nonostante i progressi sull’inflazione, l’Eurozona continua a fronteggiare ostacoli significativi.

L’aumento dei prezzi dell’energia dello scorso anno, le difficoltà della Germania, principale economia dell’area, e il rallentamento economico globale pongono ancora molte incertezze. Tanto che alcuni analisti, tra cui Danske Bank e Oxford Economics, avvertono che la vera prova per la BCE arriverà a partire da marzo, quando gli effetti dei recenti tagli e l’andamento dei prezzi energetici diventeranno più evidenti.

In questo contesto, il dibattito interno della BCE ruota attorno al concetto di tasso di interesse neutrale – il punto in cui la politica monetaria smette di essere restrittiva e diventa espansiva – stimato intorno al 2,5%.

Tuttavia, Lagarde ha ribadito che eventuali futuri tagli dipenderanno dall’andamento dei dati macroeconomici e dalle decisioni del Consiglio Direttivo della BCE. Secondo la presidente, la ripresa della domanda interna potrebbe concretizzarsi solo quando gli effetti della politica monetaria restrittiva inizieranno a dissiparsi e gli attuali ostacoli economici, come le tensioni geopolitiche, l’incertezza e il rallentamento della crescita globale, si attenueranno.