Paolini, Berrettini e lo stato dell’arte del tennis italiano dopo Miami

Quali impressioni restano del tennis italiano a Miami? Positive, questo è fuor di dubbio. Si attendevano buone nuove dalle parti dell’Hard Rock Stadium e, in effetti, queste buone nuove non hanno tardato ad arrivare, sia al maschile che al femminile. Ma andiamo con ordine. Partiamo dal risultato di maggior prestigio, vale a dire la semifinale […]

Mar 31, 2025 - 09:10
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Paolini, Berrettini e lo stato dell’arte del tennis italiano dopo Miami

Quali impressioni restano del tennis italiano a Miami? Positive, questo è fuor di dubbio. Si attendevano buone nuove dalle parti dell’Hard Rock Stadium e, in effetti, queste buone nuove non hanno tardato ad arrivare, sia al maschile che al femminile. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dal risultato di maggior prestigio, vale a dire la semifinale raccolta da Jasmine Paolini e in cui non ha potuto fare granché contro un’Aryna Sabalenka che, sul veloce, si sta dimostrando semplicemente difficile da avvicinare. Per la toscana finalmente un torneo di quelli cui ci aveva abituato nel 2024, ed è anche un segnale utile perché adesso arriva la parte più difficile, legata alla difesa dei punti tanto del Roland Garros quanto di Wimbledon, con le due finali Slam consecutive. Si è ripresa il numero 6 del mondo, ora sul rosso può quasi solo guadagnare fino a Parigi. Quella che conta, poi, è una condizione che sembra tornare vicina a quella dei giorni migliori, e la si è vista soprattutto negli ottavi con Naomi Osaka e nei quarti contro la polacca Magda Linette. Intanto se ne va con un pezzo di storia: è la prima italiana ad aver centrato la semifinale a Miami nella storia.

Le buone nuove riguardano anche Matteo Berrettini, che va neanche tanto lontano dall’obiettivo di battere Taylor Fritz nei quarti. Anche qui, va detto, gran bel cammino: passare da zero vittorie a Miami in carriera a battere in sequenza Gaston, Bergs e de Minaur è un bel biglietto da visita per la stagione rossa. Il tutto anche per la qualità dei giocatori: Gaston mai scontato, Bergs talentuoso e capace di battere Rublev, de Minaur sempre indomito e soprattutto in equilibrio di precedenti con il romano. E c’è da sottolineare anche la qualità del gioco, con un dritto è sempre capace di creare problemi a tutti gli avversari anche con un movimento un po’ diverso, al fine di proteggere un fisico che, finora, lo ha spesso tormentato. La cosa importante, infatti, è proprio questa: che adesso riesce a giocare con continuità.

Poi c’è Lorenzo Musetti, che ha faticato contro il francese Quentin Halys, è riuscito a trovare sprazzi (notevoli) del suo tennis contro il canadese Felix Auger-Aliassime e poi ha ceduto contro Novak Djokovic. Un cedimento, il suo, forse anche più psicologico che tennistico, dal momento che avrebbe senz’altro potuto giocarsi meglio le proprie carte. Ha difeso i punti di un anno fa, e adesso arriva una stagione sul rosso alla quale chiede parecchio, forse ancor più a Madrid e a Roma che al Roland Garros, visto che sono i due 1000 dove un anno fa si era dovuto fermare subito, per ragioni diverse.

Quanto agli altri, in campo maschile va indubbiamente sottolineata l’ottima figura di Federico Cinà, perché debuttare in un 1000, battere l’argentino Francisco Comesaña e poi riuscire a giocare un set di buonissimo livello, da sostanziale esordiente al gran ballo dei big, contro Grigor Dimitrov, non è poi per tutti. Ne risentiremo senz’altro parlare, ma adesso l’importante è dargli tempo e modo di fare i suoi passi, considerando che la prossima operazione è scavalcare più rapidamente possibile il livello dei Challenger, la croce di tanti che mirano all’alto livello. Per il resto, ci si poteva attendere di più da Arnaldi (specialmente nella partita stranissima con Machac) e Bellucci, e ancor più da un Cobolli in fase negativa almeno quanto Darderi, che quantomeno ha ripreso un po’ di fiducia e vittorie (al di là della finale persa) a Napoli. Discorso diverso per Sonego, se non altro perché ha pescato Fritz.

Tra le donne, stante una Cocciaretto che avrebbe potuto girare in più di un modo la sua partita contro la rumena Sorana Cirstea, si continuano ad annotare i progressi di Lucia Bronzetti, che si spera più presto che tardi un exploit lo metterà a segno. La lunghissima sfida contro Maria Sakkari è un’altra testimonianza di ciò, e la si può certamente vedere molto dentro le prime 50 con il tempo, se tutto girerà per il verso giusto. Da registrare anche la qualificazione di Lucrezia Stefanini, che a Bogotà avrà l’obiettivo (non facile, visto il sorteggio) di cercare punti.