L’Italia deve ricostruire un esercito, ma quanto guadagnano i militari?

In un Italia che riorganizza la propria Difesa, tenere conto degli stipendi dei militari è fondamentale: tutte le cifre e gli obiettivi di organico da raggiungere entro il 2034 

Mar 20, 2025 - 08:46
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L’Italia deve ricostruire un esercito, ma quanto guadagnano i militari?

Il forte clima di guerra che soffia in tutto il mondo ha spinto l’Europa, nella persona della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a esprimere la necessità di rafforzare la capacità militare dei Paesi membri, Italia inclusa. È doveroso dunque trovare nuovi fondi a sostegno dell’operazione che ha il principale scopo di incentivare la produzione di armamenti e ridurre la dipendenza da fornitori esterni.

L’Italia, nello specifico, è chiamata a rivedere il proprio bilancio per la Difesa, andando oltre le spese già in atto per il mantenimento del comparto che includono le missioni internazionali, le operazioni di sicurezza, l’acquisto di armamenti e nuove tecnologie, la formazione del personale e gli stipendi dei militari.

Cerchiamo di fare chiarezza proprio su quest’ultimo aspetto, andando a vedere le retribuzioni dei dipendenti dell’esercito in Italia.

Lo stipendio dei militari italiani

In Italia il sistema di pagamento delle Forze Armate prevede che gli stipendi siano definiti dal grado e dall’esperienza maturata dal militare.

C’è quindi una retribuzione base – a cui possono aggiungersi compensi per incarichi operativi particolari o per condizioni di servizio particolarmente impegnative – che si divide in due aree principali.

Personale non dirigente

Il personale non dirigente è composto da queste figure:

  • soldato (1.400 euro netti al mese);
  • caporale (1.586 euro);
  • sergente (1.750 euro);
  • sottotenente (1.782 euro);
  • tenente (1.998 euro);
  • capitano (2.128 euro).

Personale dirigente

In virtù delle maggiori responsabilità, il personale dirigente ha diritto a retribuzioni più alte:

  • maggiore (2.838 euro netti al mese);
  • tenente colonnello (2.970 euro);
  • colonnello o capitano di vascello per la Marina (3.976 euro);
  • generale (5.723 euro).

I compensi aggiuntivi per i militari

Alla basi stipendiali elencate in precedenza possono aggiungersi dei compensi ulteriori e delle indennità che permettono ai militari italiani di aumentare le proprie entrate. Missioni internazionali, così come incarichi operativi in zone di crisi, dunque, garantiscono sempre degli introiti in più per i dipendenti delle Forze armate.

Le indennità tipiche sono:

  • per le missioni all’estero, con l’importo che risente del grado di pericolosità dell’area di intervento;
  • di rischio, riservata a chi opera in zone dal grado di pericolo elevato o svolge mansioni particolari come artificieri, piloti di caccia, incursori e reparti speciali;
  • di imbarco, rivolta specificatamente ai militari della Marina impegnati su navi operative;
  • di volo, rivolta ai piloti dell’Aeronautica Militare e degli elicotteri dell’Esercito.

In ultimo, non certo per importanza, è necessario sottolineare che anche all’interno dello stesso grado militare possono esserci delle differenze nella retribuzione date dall’anzianità di servizio del militare.

Grazie agli scatti di anzianità, infatti, soldati con più esperienza hanno diritto a ricevere delle paghe più alte che crescono con il maturare delle loro competenze acquisite nel tempo all’interno delle Forze Armate.

La carenza di militari in Italia

Così come definito dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, nel Paese si registra una “carenza di forze armate“, motivo questo che rappresenta un grande problema nello “scenario che sta cambiando ogni settimana, e purtroppo non in meglio”.

L’esecutivo, dunque, con il decreto legislativo 185/2023, ha fissato dei nuovi target da raggiungere in termini di personale che possono consentire una miglioria della situazione attuale.

Entrando più nello specifico, le unità dovranno diventare 160mila entro il 2034 e dovranno essere così divise:

  • 93.100 nell’ambito Esercito (9.800 ufficiali, 18.300 sottoufficiali e 65mila volontari);
  • 30.050 in ambito Marina (4741 ufficiali, 11.034 sottufficiali e 14.275 volontari);
  • 36.850 per l’Aeronautica (6.100 ufficiali, 17.325 sottufficiali e 13.425 volontari).

Assunzioni sempre più necessarie, visto che “l’Europa deve prepararsi alla guerra“, come annunciato da Ursula von der Leyen parlando del piano di riarmo europeo.