GP Cina, Ferrari: doppia squalifica per Hamilton e Leclerc
Altra domenica nera per la Ferrari. Non solo per quel che riguarda il meteo di Shanghai, nuvoloso per tutta la gara, ma anche per le prestazioni in pista delle due SF-25 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, rispettivamente in quinta e sesta posizione al termine del GP di Cina. Da dove si è partiti, si […]

Altra domenica nera per la Ferrari. Non solo per quel che riguarda il meteo di Shanghai, nuvoloso per tutta la gara, ma anche per le prestazioni in pista delle due SF-25 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, rispettivamente in quinta e sesta posizione al termine del GP di Cina. Da dove si è partiti, si è arrivati, anche se con i due piloti invertiti per via di un passo nettamente migliore da parte del monegasco nella prima parte della gara. Ma non finisce qui, visto la squalifica di ambedue le vetture italiane…
La doppia squalifica delle Ferrari
Le Ferrari di Hamilton e Leclerc sono state squalificate dal GP di Cina per violazioni tecniche. Sulla vettura numero 44, è stato rilevato un consumo eccessivo dello skid wear. Le misurazioni delle assi della monoposto hanno dato valori di 8,6 mm (sinistra), 8,6 mm (centro) e 8,5 mm (destra), tutti inferiori ai 9 mm richiesti dall’articolo 3.5.9 del Regolamento Tecnico.
Per quanto riguarda la SF-25 di Leclerc, il problema riscontrato riguarda il peso della vettura, che è risultata sottopeso. La macchina è stata pesata dal Delegato Tecnico della FIA sia con che senza carburante, ottenendo lo stesso risultato di 799 kg, dopo lo svuotamento del carburante e la sostituzione dell’ala anteriore danneggiata. La taratura delle bilance è stata verificata e confermata, con la presenza del concorrente durante la misurazione.
Hamilton e Leclerc subito a contatto al via
I due rossi, partiti dalla terza fila, si sono presi alla prima curva: entrambi hanno passato un Verstappen dormiente, e Charles, all’interno, prende la posteriore destra del compagno di squadra, danneggiando l’ala. Fortunatamente sulla numero 44 nessun problema evidente, perché la foratura era lì dietro l’angolo, ma è chiaro che il passo di Leclerc sia stato castrato, avendo perso circa 30 punti di carico aerodinamico, davvero tanto.
Eppure il monegasco non sembrava soffrirne più di tanto, e di fatto aveva un ritmo migliore di quello di Hamilton, oggi davvero in ombra se paragonato alla vittoria senza storia alcuna di ieri nella Sprint Race. Charles ha quindi chiesto e ottenuto, non senza difficoltà, la posizione dal sette volte campione del mondo, provando a riprendere Russell e quindi il podio. Il tutto era alla portata di mano, fino all’errore alla fine del rettilineo lungo, abdicando anche in favore di un Verstappen redivivo nelle ultime fasi.
Da comprendere invece il passo anonimo di Lewis: ci sono stati dei cambiamenti sulle due SF-25 rispetto a ieri, ma tutto ciò non ha giovato nelle prestazioni dei due piloti. A soffrirne di più è stato evidentemente l’inglese, il quale probabilmente farà scelte diverse in futuro per quanto riguarda l’assetto di una monoposto che sembra vivere alla giornata: ieri veloce, oggi no, forse per via del meteo, del carico carburante, dell’altezza da terra. Sono tante le circostanze che possono incidere.
Le convinzioni di Leclerc
La differenza sostanziale tra la gara di Leclerc e Hamilton sta nel feeling con la monoposto. Il monegasco si è ben sentito in macchina oggi, tanto da affermare come, senza il danno all’ala anteriore, avrebbe avuto il passo anche per giocarsi la vittoria. Una dichiarazione forte, ma che forse non rende davvero giustizia alle reali forze in pista, perché la SF-25 non ci sembra ancora in grado di giocarsela con una McLaren apparentemente imprendibile ad oggi.
“È stata una gara difficile da gestire – ha dichiarato Leclerc – e perdere 30 punti di carico aerodinamico ha compromesso il risultato. Avevamo un ottimo passo gara e la vittoria era alla nostra portata. L’incidente alla partenza non è stato colpa di nessuno: ero all’interno e non mi aspettavo che Lewis chiudesse così in fretta. Lui aveva diritto a quella traiettoria, ma io mi trovavo nel suo angolo cieco e il contatto è stato inevitabile. Fortunatamente, almeno la gara non è finita lì”.
“Nonostante il danno, il ritmo era buono, ma la Mercedes volava in uscita da curva 12 e superarla era quasi impossibile. Noi eravamo più vulnerabili e infatti Max mi ha passato facilmente. Abbiamo portato a casa punti preziosi. Senza quel danno avremmo potuto mostrare il vero potenziale della macchina. Mi sentivo a mio agio dopo alcune modifiche fatte per migliorare il feeling in gara, ma con quel carico aerodinamico ridotto era difficile fare di più”.
Hamilton non apprezza le modifiche dopo la Sprint
Sensazioni totalmente contrastanti invece per Hamilton. Il sesto posto del pilota inglese, maturato nonostante una seconda sosta che a quanto pare è stata fatta solo per contenere il degrado e non per provare qualcosa di estremo, è in netto contrasto con la bella prestazione di ieri nella Sprint Race. Sulla SF-25 sono state effettuate delle modifiche che non hanno per nulla soddisfatto il pluri campione inglese.
“Abbiamo tentato un approccio diverso, e sono comunque contento di averci provato – ha spiegato Lewis – anche se purtroppo non ha funzionato come speravamo. La macchina era competitiva nella Sprint, ma dopo alcune modifiche, siamo peggiorati sia in qualifica che in gara. Ho fatto fatica a tenere il passo dei primi e da questo weekend c’è molto da analizzare e imparare. Il pit-stop qui è molto penalizzante per via della lunga corsia box, che aggiunge parecchi secondi. Alla fine avevo gomme fresche e spingevo al massimo, ma Max riusciva a girare sui miei stessi tempi, ed è stato frustrante”.
“Alzare la vettura? No, non abbiamo fatto nulla di così drastico! Abbiamo apportato piccoli aggiustamenti, ma messi insieme hanno peggiorato il bilanciamento generale. Charles aveva già sperimentato certe configurazioni in Bahrain, mentre io no. Le abbiamo seguite entrambi qui, ma non hanno dato i risultati attesi. È chiaro che dovremo evitare di ripetere questo tipo di settaggio in futuro e rivedere il metodo per trovare una messa a punto più efficace”.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari