Gli ingegneri della natura sono loro: scopri come questi animali plasmano (e salvano) il nostro Pianeta

Il regno animale non smette mai di stupire. Oltre alla loro straordinaria diversità e bellezza, gli animali svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il Pianeta che abitiamo. Lo studio “Diversità globale ed energia degli animali che modellano la superficie terrestre”, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha rivelato l’impatto...

Feb 21, 2025 - 16:34
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Gli ingegneri della natura sono loro: scopri come questi animali plasmano (e salvano) il nostro Pianeta

Il regno animale non smette mai di stupire. Oltre alla loro straordinaria diversità e bellezza, gli animali svolgono un ruolo fondamentale nel plasmare il Pianeta che abitiamo. Lo studio “Diversità globale ed energia degli animali che modellano la superficie terrestre”, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), ha rivelato l’impatto sorprendente che diverse specie animali hanno sui processi geomorfologici, ovvero quei processi che modellano la superficie terrestre.

Guidato dalla professoressa Gemma Harvey della Queen Mary University di Londra, il team di ricerca ha identificato ben 603 specie animali, tra cui insetti, mammiferi, pesci, uccelli e rettili, che contribuiscono attivamente a modificare il paesaggio. Questi “ingegneri naturali” svolgono un ruolo cruciale in diversi ecosistemi, da quelli terrestri a quelli di acqua dolce, con un impatto energetico collettivo stimato in almeno 76.000 gigajoule all’anno, una cifra paragonabile a quella prodotta da centinaia di migliaia di inondazioni estreme.

Chi sono gli ingegneri della natura

Lo studio ha messo in luce l’incredibile varietà di animali che contribuiscono a modellare la Terra. Oltre a esempi noti come i castori, famosi per la costruzione di dighe che trasformano i corsi d’acqua, e i salmoni, che durante la riproduzione rimodellano i letti dei fiumi, la ricerca ha identificato centinaia di altre specie con un ruolo altrettanto importante.

Tra gli esempi più affascinanti troviamo le termiti, che in Brasile costruiscono enormi termitai visibili dallo spazio, alcuni dei quali si estendono per migliaia di chilometri quadrati. Anche gli ippopotami, con i loro movimenti e il loro comportamento di pascolo, contribuiscono a scolpire i sistemi di drenaggio del terreno. Persino le formiche, con le loro piccole ma innumerevoli azioni, alterano la struttura del suolo, favorendone il drenaggio.

Il ruolo chiave degli ecosistemi di acqua dolce

Nonostante coprano solo il 2,4% della superficie terrestre, gli ecosistemi di acqua dolce ospitano oltre un terzo delle specie animali identificate nello studio. Questo dato sottolinea l’importanza di questi habitat per la biodiversità e per i processi geomorfologici. La deposizione delle uova dei salmoni, ad esempio, può spostare una quantità di sedimento pari a quella trasportata da un’inondazione.

Un impatto energetico sorprendente

L’energia collettiva prodotta da questi “animali ingegneri” è impressionante. Come, anticipato, si stima che il loro contributo alla formazione della superficie terrestre sia pari ad almeno 76.000 gigajoule all’anno. Questa stima è probabilmente conservativa, poiché esistono ancora lacune significative nella conoscenza, in particolare nelle regioni tropicali e subtropicali dove la biodiversità è più elevata ma la ricerca è limitata.

L’importanza della conservazione

Purtroppo, quasi il 30% delle specie identificate nello studio sono rare, endemiche o minacciate di estinzione. Questo significa che processi geomorfologici vitali potrebbero cessare prima che se ne comprenda appieno il significato, con conseguenze potenzialmente gravi per gli ecosistemi e i paesaggi che dipendono da essi.

La ricerca condotta dalla professoressa Harvey e dal suo team sottolinea l’importanza della conservazione della biodiversità e del ripristino degli ecosistemi. Salvaguardare questi “ingegneri naturali” e i processi che guidano potrebbe rivelarsi cruciale per affrontare sfide ambientali come l’erosione e le inondazioni.

Rewilding: una soluzione per il futuro?

I progetti di reintroduzione di specie e di rewilding, come la reintroduzione dei castori per ripristinare le zone umide, dimostrano come sfruttare questi processi naturali possa contribuire a mitigare i problemi ambientali. Il rewilding, in particolare, si concentra sul ripristino degli ecosistemi attraverso la reintroduzione di specie chiave e la promozione di processi naturali, con l’obiettivo di creare paesaggi più resilienti e autosufficienti.

Verso una maggiore consapevolezza

Oltre agli effetti diretti sulla morfologia del paesaggio, le azioni di questi animali influenzano anche la qualità dell’acqua, la fertilità del suolo e la resilienza degli ecosistemi agli eventi estremi. Comprendere il loro impatto significa non solo riconoscere il valore ecologico delle specie, ma anche sviluppare strategie di gestione ambientale più efficaci.

Ad esempio, i biologi suggeriscono che studiare le strategie di costruzione delle termiti potrebbe fornire indicazioni utili per l’architettura sostenibile. Le loro strutture, infatti, sono capaci di autoregolare temperatura e umidità senza bisogno di energia esterna. Allo stesso modo, le dighe dei castori offrono spunti su come progettare sistemi di ritenzione idrica più naturali ed efficienti.

Lo studio pubblicato su PNAS offre una nuova prospettiva sul ruolo degli animali nel plasmare il nostro Pianeta. Questi “architetti naturali” svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento degli ecosistemi e nella fornitura di servizi ecosistemici essenziali.

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