Donald Trump vuole trivellare di nuovo l’Alaska in cerca di petrolio e gas
Donald Trump continua con le due decisioni discutibili contro l’ambiente e, a nostro avviso, anche contro il progresso: il Segretario agli Interni degli Stati Uniti Doug Burgum ha annunciato la ferma intenzione di rimuovere le restrizioni sulla costruzione di un oleodotto GNL e di una strada mineraria in Alaska, ovvero di trivellare di nuovo l’Alaska...

Donald Trump continua con le due decisioni discutibili contro l’ambiente e, a nostro avviso, anche contro il progresso: il Segretario agli Interni degli Stati Uniti Doug Burgum ha annunciato la ferma intenzione di rimuovere le restrizioni sulla costruzione di un oleodotto GNL e di una strada mineraria in Alaska, ovvero di trivellare di nuovo l’Alaska alla ricerca di petrolio e gas.
L’annuncio arriva a valle della firma di un ordine esecutivo, uno dei tanti del Presidente Donald Trump che continua le sue crociate contro l’ambiente, convinto che le restrizioni in favore del rispetto della natura siano barriere allo sviluppo energetico nello stato.
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E così, se tutti i piani andranno a buon fine, gli Usa prevedono di riaprire l’82% disponibile della National Petroleum Reserve dell’Alaska e la Coastal Plain of the Arctic National Wildlife Refuge di 1,56 milioni di acri per ricerca ed estrazione di petrolio e gas.
La “battaglia” Biden – Trump per la più grande riserva naturale dell’Alaska
Nel 2020 Trump, sul finire del suo primo mandato, era al lavoro per vendere i diritti per l’estrazione di petrolio in Alaska e aveva iniziato a vendere i contratti di locazione petrolifera per l’Arctic National Wildlife Refuge prima dell’insediamento di Joe Biden, che aveva vinto le presidenziali Usa.
Questa vendita di leasing è un altro regalo che l’amministrazione Trump sta cercando di ottenere per i suoi alleati dell’industria petrolifera – aveva dichiarato Adam Kolton, direttore esecutivo dell’Alaska Wilderness League – Ma è deludente che questa amministrazione fino alla fine abbia mantenuto una così bassa considerazione per le terre pubbliche americane, o per la fauna selvatica e le comunità indigene che dipendono da loro
Ma a settembre 2023, dopo diverse pressioni da parte delle organizzazioni ambientaliste, il presidente Joe Biden aveva annunciato lo stop alle estrazioni di gas e petrolio nella stessa riserva, minacciata dalle politiche di Trump.
I licenziamenti e il Progetto 2025 del governo Trump
Il Partito Repubblicano Usa non ha mai nascosto posizioni discutibili sul clima e in generale sulla tutela ambientale: nel suo ‘Progetto 2025’ definisce infatti le leggi sulla protezione dell’ambiente un “ostacolo allo sviluppo economico”.
In nome di questo “progetto” gli Usa hanno detto addio agli Accordi di Parigi e cancellato ogni riferimento ai cambiamenti climatici dai siti governativi, a cui è seguita la revoca di tutte le concessioni per i progetti eolici offshore, compiendo così un altro enorme passo indietro nella strada verso la transizione verde.
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A seguire, Trump ha firmato un ordine esecutivo affermando che dipartimenti e agenzie governative non dovrebbero più acquistare e utilizzare in futuro cannucce di carta, puntando al ritorno all’uso esclusivo della plastica.
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The last but not the least, in due mesi di governo trumpiano, si sono finora registrati:
- tremila dipendenti in meno al Forest Service;
- mille dipendenti in meno al National Park Service;
- mille dipendenti in meno ai Park Ranger;
- quattrocento dipendenti in meno all’S. Environmental Protection Agency
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Trump torna all’attacco dell’Artico
Secondo quanto riportato da Reuters l’attuale amministrazione Usa avrebbe già revocato le restrizioni sui terreni lungo il Trans-Alaska Pipeline Corridor e la Dalton Highway a nord del fiume Yukon e trasferito i terreni allo Stato dell’Alaska, aprendo di fatto la strada alla proposta Ambler Road che consiste nell’apertura di una strada di circa 340 chilometri collegata a un distretto minerario (respinta del governo Biden), e al progetto Alaska Liquefied Natural Gas Pipeline.
È tempo che gli Stati Uniti abbraccino le abbondanti e in gran parte inutilizzate risorse dell’Alaska come percorso verso la prosperità per la nazione
dichiara “fiero” Burgum
I passi indietro continuano senza sosta.
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Fonte: Reuters
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