Contratto Metalmeccanici. Lo sciopero in Valdelsa
Oltre 250 lavoratori hanno partecipato al corteo organizzato dai sindacati

Oltre 250 lavoratori a Poggibonsi per lo sciopero nazionale dei metalmeccanici. Maestranze delle principali aziende della Valdelsa, a cominciare dal settore del Camper, hanno raggiunto la rotatoria Pam percorrendo la ex Strada provinciale 1 da via Calabria, quasi all’altezza dello stabilimento Trigano Sea. Nel gruppo una rappresentanza dei lavoratori Beko.
Intorno al 94 per cento, secondo le organizzazioni sindacali, l’adesione allo sciopero di otto ore, proclamato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nel quadro della mobilitazione nazionale in seguito al mancato rinnovo del contratto per la categoria. In mezzo ai manifestanti Alice D’Ercole, segretaria generale di Cgil Siena: "Qualsiasi elemento di flessione o di crisi, finisce per ripercuotersi sui lavoratori – osserva – e questa è una prospettiva che non possiamo più accettare. Per giunta senza un progetto di rilancio che metta le persone nelle condizioni di contare su un lavoro e su un salario dignitosi".
Sfilano bandiere, striscioni, pettorine dei dipendenti di Beko nel corteo che si scioglie nel parcheggio del superstore. "La Valdelsa ha fornito una risposta notevole, aziende vuote – afferma Daniela Miniero, segretaria generale di Fiom Cgil Siena – e i lavoratori hanno espresso la loro rabbia in quanto la piattaforma nazionale non è stata presa in considerazione da Federmeccanica. Anche da qui si leva la voce per chiedere ascolto".
Giuseppe Cesarano, segretario di Fim Cisl: "Sapevamo delle difficoltà per un contratto ‘ambizioso’. Oltre alla parte salariale sono in gioco certi bisogni per la collettività, dalla riduzione degli orari al coniugare il lavoro e le esigenze familiari. Il mondo è cambiato: accanto agli aspetti economici, ci sono altre rivendicazioni ed è giusto procedere in tale direzione".
Massimo Martini, segretario di Uilm, conclude: "Serve una visione europea, lo insegnano i princìpi di Ventotene. Un salto di qualità per equiparare gli stipendi al livello comunitario. Confortano la solidarietà tra lavoratori di aree geografiche differenti, da Siena alla Valdelsa, e la vicinanza della società civile al personale di Beko".
Paolo Bartalini