Consulenti, essere d’impatto significa ispirare

“Che impatto speri di lasciare attraverso il tuo lavoro? Ci hai mai pensato davvero? Non ai numeri, ai risultati di fine anno o agli obiettivi da raggiungere. Ma all’impronta che vuoi lasciare nelle persone con cui lavori, nei tuoi clienti, nei colleghi che sono al tuo fianco ogni giorno”. Federico Battan, wealth advisor e manager... Leggi tutto

Mar 28, 2025 - 11:39
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Consulenti, essere d’impatto significa ispirare

“Che impatto speri di lasciare attraverso il tuo lavoro? Ci hai mai pensato davvero? Non ai numeri, ai risultati di fine anno o agli obiettivi da raggiungere. Ma all’impronta che vuoi lasciare nelle persone con cui lavori, nei tuoi clienti, nei colleghi che sono al tuo fianco ogni giorno”. Federico Battan, wealth advisor e manager di Banca Mediolanum, ha condiviso su LinkedIn una riflessione su questo tema, che vi proponiamo di seguito.

“Nel mio percorso, questa domanda mi ha spinto più volte a fermarmi e riflettere. Perché non si tratta solo di essere un buon consulente, un bravo manager o di raggiungere determinati traguardi. Si tratta di costruire qualcosa che rimanga, anche quando non siamo più nella stanza” si legge.

“Per me, l’impatto significa ispirare. Essere un punto di riferimento per chi sta crescendo, per chi sta affrontando le sue prime sfide nel settore finanziario e si sente un po’ spaesato. Significa creare un ambiente in cui le persone non abbiano paura di fare domande, di mettersi in gioco, di alzare l’asticella. Significa trasmettere un metodo, un approccio, un modo di lavorare che vada oltre il singolo risultato. Perché un cliente soddisfatto è importante, ma un collega che ha imparato qualcosa grazie a te lo è ancora di più. Perché il successo personale ha valore, ma la crescita collettiva è ciò che davvero cambia le cose. Alla fine, il nostro lavoro non è fatto solo di strategie, di numeri e di risultati. È fatto di persone. Ed è nelle persone che possiamo lasciare il segno più profondo. E tu? Che impatto vuoi lasciare con il tuo lavoro? Se dovessi pensarci oggi, quale sarebbe la tua risposta?”.