Pronti a comprare Tesla? No, ancora troppi dubbi

Dopo che in tre mesi la quotazione si è dimezzata, cresce il numero degli analisti con raccomandazioni positive. Però, dal mercato dell’auto vengono solo indicazioni negative e il Financial Times pone interrogativi pesanti sull’ultimo bilancio. Senza contare che oggi il titolo vale ben 97 volte gli utili del 2025.

Mar 24, 2025 - 15:14
 0
Pronti a comprare Tesla? No, ancora troppi dubbi

Dopo il balzo di venerdì 21 marzo, con una chiusura in rialzo del 5,2%, Tesla ci riprova lunedì mattina: negli scambi del pre-market il titolo guadagna il 3,5% a 257,6 dollari. Barron’s si chiede se l’indicazione possa essere di buon auspicio per evitare la decima settimana consecutiva di ribasso. Infatti, nonostante il potente recupero dell’ultima seduta, il bilancio di settimana scorsa è un calo dell’1,2%.

Il rialzo di venerdì è stato sostenuto dall’ultimo report di Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, che ha confermato la raccomandazione Buy, pur limando il target price a 410 dollari da 430 dollari.

Il sondaggio di Market Screener rivela che oggi su 48 analisti che coprono Tesla, quelli che consigliano di comprare le azioni (raccomandazioni Buy o Outperform) sono 23, ovvero il doppio di quelli che consigliano di vendere. I neutrali sono 14. Il dato indica un notevole ampliamento nell’ultimo mese del numero degli analisti positivi, con la media dei target price che, invece, resta sostanzialmente invariata. Oggi è pari a 338 euro, un target che indica un potenziale di rialzo del 36% nei prossimi 12 mesi.

D’altronde è logico che l’orientamento degli analisti si sia modificato mano a mano che il prezzo scendeva. In tre mesi, dal top assoluto del 17 dicembre 2024 (480 dollari), la quotazione di Tesla si è dimezzata, annullando completamente il rally post elezioni, quello alimentato dalle aspettative che la nuova amministrazione Trump avrebbe dato una mano soprattutto con normative più favorevoli per il lancio dei sistemi di guida autonoma e del servizio di robotaxi, che Elon Musk ha promesso di avviare entro quest’anno.

Adam Jonas, l’analista di Morgan Stanley, si concentra proprio sui robot e sul sistema di guida autonoma per confermare la sua visione positiva su Tesla. A suo dire, il calo delle vendite che caratterizzerà il primo trimestre, alla fin fine non è così importante per la valutazione della società. Jonas si aspetta che il periodo gennaio-marzo si chiuda con 351.000 veicoli consegnati, in calo dai 415.000 del primo trimestre 2024.

Ma chi pensa che Tesla sia scesa abbastanza e sia arrivato il momento di comprare, si trova davanti due grosse obiezioni. La prima riguarda i fondamentali, ovvero la valutazione di Tesla, che nonostante tanto ribasso oggi è scambiata a 97 volte gli utili stimati per il 2025 e a 76 volte quelli del 2026. Anche il P/E di Nvidia, un altro campione di supervalutazioni, è recentemente sceso a 27 volte. Invece, quello di Tesla continua a navigare nell’esosfera, lo strato più lontano dell’atmosfera.

La seconda perplessità dovrebbe chiarirsi nelle prossime ore con qualche dichiarazione dell’azienda. Se così non fosse, i dubbi aumenterebbero. Il Financial Times ha scovato nei bilanci del terzo e quarto trimestre 2024 una spesa di 6,3 miliardi per investimenti (acquisti di proprietà e attrezzature). Il problema è che negli ultimi sei mesi del 2024 il valore lordo degli asset (materiali e immateriali) è aumentato soltanto di 4,9 miliardi: nella contabilizzazione mancano 1,4 miliardi di asset. Cosa può accadere? La Sec potrebbe avviare un’indagine.

Sempre il Financial Times si chiede perché Tesla, che dichiara di avere liquidità (posizione finanziaria netta positiva) per 37 miliardi di dollari, nel 2024 ha preso in prestito sei miliardi di dollari. Le risposte possono essere le più varie e sicuramente molto convincenti, quindi sarà bene che l’azienda le fornisca rapidamente. A noi italiani, quando sentiamo parlare di un’azienda che dice di avere cassa ma ciononostante si indebita, scatta in automatico un richiamo al caso Parmalat.

Come al solito, è lo stesso Musk che invita a guardare più lontano, cercando di spostare il focus degli investitori. La scorsa settimana, la nona consecutiva di ribasso per il titolo Tesla, ha organizzato una riunione in streaming su X con tutti i dipendenti esortandoli a non vendere le azioni. “Il futuro è incredibilmente luminoso ed entusiasmante – ha detto -. Faremo cose che nessuno ha mai nemmeno sognato”. Dopodiché non ha parlato di automobili, ma di robot, ha ricordato l’avvio della produzione di migliaia di robot umanoidi Optimus, “il prodotto più importante di sempre”, con un impatto atteso sulle vendite 10 volte superiore rispetto a qualsiasi prodotto lanciato in passato.

Bisogna vedere se nelle prossime settimane Musk riuscirà a convincere anche gli investitori che le vendite di auto non sono così importanti. Intanto, però, dal mercato Usa delle quattroruote arrivano dati inquietanti. Secondo Cars.com, a febbraio le ricerche di auto Tesla usate sono diminuite del 17% su base mensile e del 7% su base annua. Nello stesso periodo le ricerche di EV usate sono aumentate del 20%.

Un altro analista da sempre fortemente positivo su Tesla, Dan Ives di Wedbush, richiama Musk alle sue responsabilità di Ceo. "Ora si è raggiunto un punto di svolta. Penso che Musk abbia sottovalutato il modo in cui si gioca la partita”, ha scritto recentemente Ives. Il suo giudizio sulle azioni Tesla è Buy con un target price di 550 dollari. Al pari di Jonas, è convinto che la maggior parte del valore derivi dalle applicazioni di intelligenza artificiale e non dall'attività automobilistica principale. Ives vuole comunque vedere Musk dedicare più tempo a Tesla e meno a Mar-a-Lago.