Perché le immagini in stile Ghibli create con l’IA che hanno invaso i social sono un’offesa a Miyazaki

Negli ultimi giorni il web è stato invaso da immagini nello stile inconfondibile dello Studio Ghibli, trasformando foto di persone, animali e persino personaggi famosi in versioni animate dal sapore nostalgico. Questa tendenza è alimentata dai nuovi strumenti di intelligenza artificiale che possono generare immagini in pochi secondi, emulando lo stile dei più grandi artisti....

Mar 31, 2025 - 16:08
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Perché le immagini in stile Ghibli create con l’IA che hanno invaso i social sono un’offesa a Miyazaki

Negli ultimi giorni il web è stato invaso da immagini nello stile inconfondibile dello Studio Ghibli, trasformando foto di persone, animali e persino personaggi famosi in versioni animate dal sapore nostalgico. Questa tendenza è alimentata dai nuovi strumenti di intelligenza artificiale che possono generare immagini in pochi secondi, emulando lo stile dei più grandi artisti.

Tuttavia questa ondata di contenuti AI-generated è in netto contrasto con la filosofia di Hayao Miyazaki, il celebre regista e co-fondatore dello Studio Ghibli, che ha sempre espresso un profondo disprezzo per l’uso dell’IA nell’animazione.

In un video diventato virale, risalente al 2016, Miyazaki ha reagito con disgusto a una dimostrazione di animazione generata da un’intelligenza artificiale, definendola “un insulto alla vita stessa”. Per lui l’arte non è solo una questione di estetica, ma un atto morale, frutto di emozioni autentiche, fatica e sensibilità umana. Il suo approccio all’animazione è profondamente radicato nella tradizione: ogni fotogramma dei suoi film è disegnato a mano, con un’attenzione quasi ossessiva ai dettagli e alla qualità espressiva.

L’IA vuota di umanità

L’uso dell’intelligenza artificiale per replicare lo stile di Ghibli, dunque, non è solo una questione tecnica, ma solleva interrogativi più profondi. Queste immagini, pur riproducendo colori e atmosfere tipiche dei film di Miyazaki, sono vuote di quell’umanità che rende speciale il suo lavoro. L’IA può imitare una forma, ma non può catturare l’anima di un’opera.

C’è anche una questione legale da considerare. Molti artisti stanno denunciando il fatto che gli strumenti di intelligenza artificiale vengono addestrati su opere preesistenti senza il consenso degli autori. Se le aziende tecnologiche stanno utilizzando migliaia di immagini di Studio Ghibli per addestrare i loro modelli, si tratta di una violazione del diritto d’autore? Il dibattito è ancora aperto, ma la preoccupazione è reale.

Ciò che è certo è che l’approccio di Miyazaki e quello dell’IA sono diametralmente opposti. Lui ha sempre privilegiato il tempo, la cura e la riflessione. L’IA, invece, produce in pochi secondi qualcosa che appare simile, ma privo di autenticità. Per chi ama davvero il lavoro del maestro giapponese, forse la vera celebrazione del suo stile non è l’imitazione tramite AI, ma il rispetto per la sua visione dell’arte.

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