Pensione integrativa Metalmeccanici: guida al Fondo Cometa
Pensioni: come funziona e quanto rende l'adesione al Fondo Cometa per lavoratori dell’industria metalmeccanica, installazione impianti e settore orafo.

Secondo pilastro del sistema pensionistico, la previdenza complementare ha come scopo quello di integrare la pensione obbligatoria (primo pilastro) al fine di assicurare al lavoratore, nel futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico di base.
La previdenza complementare è basata su un sistema di forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio previdenziale mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione integrativa. Tra quelle legate a specifici settori o categorie lavorative, tra quelli principali (assieme a Sirio e Fon.Te) c’è anche il Fondo Cometa.
Fondo Cometa: cos’è
Cometa è il Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dell’industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini e per i lavoratori dipendenti del settore orafo e argentiero. Istituito nel 1997 grazie ad un accordo tra le organizzazioni di categoria delle imprese (Federmeccanica, Assistal e Intersind) e dei lavoratori (Fim, Fiom, Uilm e Fismic), il Fondo Cometa ha come obiettivo quello di assicurare ai lavoratori dell’industria metalmeccanica e delle installazioni di impianti una più elevata copertura pensionistica, integrando quella offerta dal sistema previdenziale obbligatorio.
Si tratta dunque di un fondo pensione negoziale, che raccoglie i contributi, gestisce le risorse nell’interesse degli associati ed eroga prestazioni di previdenza complementare è il suo unico obiettivo.
Come si calcola la pensione Cometa
Il Fondo Cometa è finalizzato all’erogazione di una pensione complementare, ed è vigilato dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP). Il Fondo opera in regime di contribuzione definita: i contributi dovuti al Fondo sono quelli stabiliti dalla contrattazione collettiva. L’importo della pensione complementare è determinato dai contributi che si versano e dai rendimenti della gestione, tenendo sempre in considerazione che questi ultimi sono soggetti a oscillazioni e l’andamento passato non è necessariamente indicativo di quello futuro.
L’adesione a Cometa comporta il diritto ad avere anche un contributo ulteriore del proprio datore di lavoro, ma solo nel caso in cui si versi al fondo pensione almeno il contributo minimo a proprio carico. Pertanto, la propria posizione verrà alimentata da:
- il contributo personale;
- il contributo dell’azienda;
- il TFR futuro.
Chi può aderire a Cometa
Possono aderire al Fondo Cometa:
- Lavoratori dipendenti del settore metalmeccanico della installazione di impianti, il cui rapporto di lavoro è disciplinato dai CCNL 5 luglio 1994 e 9 luglio 1994 e successive modificazioni.
- Lavoratori dipendenti del settore orafo-argentiero industria.
- Lavoratori dipendenti il cui rapporto di lavoro è disciplinato dal CCSL FCA N.V. e CNH Industrial N.V.
- I lavoratori per i quali non operi una forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi di riferimento e per i quali siano decorsi 6 mesi dalla data di prima assunzione senza che sia stata espressa alcuna manifestazione di volontà in merito al conferimento del TFR maturando.
Come aderire al Fondo Cometa e cosa si ottiene
Aderendo al Fondo Cometa si possono ottenere una serie di prestazioni come:
- capitale o rendita (fino a un massimo del 50%) al momento del pensionamento;
- anticipazioni fino al 75% per malattia, in ogni momento, fino al 75% per acquisto/ristrutturazione prima casa, dopo 8 anni, fino al 30% per altre cause, dopo 8 anni;
- riscatto parziale o totale per perdita requisiti, invalidità, inoccupazione, mobilità, cassa integrazione, decesso (secondo le condizioni dello Statuto);
- rendita integrativa temporanea anticipata (RITA).
Quanto costa il Fondo Cometa
Ci sono una serie di costi da considerare aderendo al Fondo (qui tutti i dettagli) che lo stesso individua in un’apposita tabella.
Al momento del pensionamento verrà pagata una rata di rendita calcolata sulla base di un coefficiente di conversione che incorpora un caricamento per spese di pagamento rendita.
Come recuperare e riscattare i soldi del Fondo Cometa
Il riscatto rappresenta la possibilità per il lavoratore associato di ritirare in tutto o in parte il capitale maturato nel Fondo Cometa nel caso in cui perda i requisiti di partecipazione e non abbia raggiunto quelli necessari per richiedere la prestazione pensionistica in rendita. Il riscatto può essere richiesto nelle seguenti situazioni:
- Pensionamento.
- Dimissioni o licenziamento.
- Invalidità permanente con riduzione della capacità di lavoro a meno di 1/3.
- Cambio di categoria giuridica per nomina Dirigente.
- Cambio contratto azienda.
- Mobilità.
- Altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (es. fallimento dell’azienda, licenziamenti collettivi) precedute da un periodo di C.I.G. ordinaria o straordinaria. Non è possibile richiedere il riscatto totale in caso di cassa integrazione, ma se la cassa integrazione è di almeno 12 mesi, è possibile richiedere un riscatto parziale (50% della posizione). Se la cassa integrazione è seguita da licenziamento, è possibile richiedere un riscatto totale della posizione.
- Procedure di esodo incentivato.
- Decesso dell’aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica.
Non è prevista alcuna penale per il lavoratore associato che richiede il riscatto.
Chi si trasferisce da Cometa a un fondo aperto aderendo in maniera individuale, può riscattare la posizione accumulata solo prima di aver cominciato a versare contributi alla nuova forma individuale di previdenza complementare.
Il lavoratore deve presentare il modulo di richiesta di riscatto debitamente compilato e firmato, insieme alla documentazione richiesta per ciascuna tipologia di riscatto.
Quanto è tassato il riscatto del Fondo Cometa
Le somme percepite a titolo di riscatto in ambito previdenziale sono soggette a tassazione. Le aliquote variano a seconda delle circostanze:
- Aliquota del 15%: si applica alle somme riscattate per situazioni come invalidità permanente con riduzione della capacità di lavoro a meno di 1/3, inoccupazione, mobilità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nonché per il decesso dell’aderente. Questa aliquota diminuisce annualmente dello 0,30% a partire dal sedicesimo anno di iscrizione, arrivando a un minimo del 9%.
- Aliquota del 23%: si applica alle somme riscattate in caso di dimissioni, licenziamento, pensionamento con meno di 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare, nomina a dirigente, cambio di contratto. L’aliquota è calcolata sul netto dei redditi già assoggettati ad imposta.
Chi è in mobilità può richiedere il riscatto parziale o totale della posizione. Nel caso di riscatto totale, la tassazione agevolata sarà applicata alla metà delle somme, mentre all’altro 50% sarà applicata un’aliquota del 23%.
Per i lavoratori iscritti prima del 1 gennaio 2007, si applicano regimi di tassazione diversi in base alla data in cui si è maturato il montante richiesto per la prestazione:
- Per montanti maturati al 31 dicembre 2000, si applica il vecchio regime fiscale.
- Per montanti maturati tra l’1 gennaio 2001 e il 31 dicembre 2006, si applica la normativa prevista dal D.Lgs. 47/2000 senza riliquidazione da parte dell’ufficio delle imposte.
- Per montanti maturati a partire dal 1 gennaio 2007, si applica la tassazione descritta sopra sull’importo erogato, al netto dei redditi già assoggettati ad imposta.
Dopo il pagamento, Cometa invia al domicilio dell’aderente il prospetto riepilogativo del conteggio effettuato. L’anno successivo al riscatto, l’aderente riceverà il modello CUD utile alla dichiarazione dei redditi.