Mediobanca 1\ Ecco le sfide del 2025 per la gdo in Italia

Investire in capitale umano, intelligenza artificiale, personalizzazione e sviluppo della mdd: ecco alcune delle priorità della gdo italiana per Mediobanca Anche quest’anno Mediobanca pubblica il suo studio sulla situazione economico-finanziaria e le prospettive strategiche della gdo italiana. Particolare attenzione è riservata alle sfide previste per il 2025, all'analisi economico-finanziaria di un campione rappresentativo di 124 aziende, e ai temi di governance aziendale. Sfide per gli operatori nel 2025 La survey condotta da Mediobanca evidenzia chiaramente quali siano le leve considerate cruciali per affrontare il prossimo futuro. In cima alle priorità vi è l'investimento nel capitale umano (78,3%), seguito dall'implementazione di tecnologie innovative quali intelligenza artificiale e automazione (69,6%). Molto rilevante anche la necessità di una maggiore personalizzazione dell'offerta e lo sviluppo della rete distributiva (entrambi al 60,9%), unitamente all'espansione della marca del distributore (mdd), che rappresenta una strategia centrale per il 56,5% degli intervistati. Tra le aspettative per l'andamento del mercato, emerge una previsione condivisa di ulteriore espansione delle mdd e del canale discount (69,6%), con una forte crescita della concentrazione del mercato (65,2%). La formazione dei lavoratori, l'uso strategico dell’Ai generativa e l’iper-personalizzazione rappresentano quindi aree su cui gli operatori investiranno per rafforzare competitività e marginalità. L’invecchiamento della popolazione e le dinamiche demografiche, con i nuovi paradigmi di consumo a questi legati sono considerati gestibili dall’85% delle aziende. Analisi economico-finanziaria dei 124 campioni Francesco Avanzini (dg di Conad), Domenico Brisigotti (dg di Coop), Massimiliano Silvestri (pres. di Lidl Italia) e Maniele Tasca (dg di Selex) nella tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek L'analisi svolta da Mediobanca ha preso in considerazione 124 imprese della gdo, ciascuna con un fatturato superiore ai 200 milioni di euro o appartenenti ai nove principali gruppi della distribuzione organizzata italiana. Per il 2024 si prevede una crescita positiva delle vendite nell’ordine del 3% a/a, in continuità con gli ultimi anni. Tuttavia, si segnala una crescente pressione sui margini a causa dell’aumento dei costi, in particolare per il lavoro e l’energia, destinati a crescere ulteriormente nel 2025. Nonostante ciò, il margine operativo lordo (Ebit margin) mostra un miglioramento rispetto agli anni precedenti, pur evidenziando una maggiore dispersione delle performance economiche fra i vari operatori. È stata osservata una significativa ripresa degli investimenti dopo una fase di rallentamento. L’analisi per aree geografiche indica migliori performance aggregate per le imprese situate nel Sud e nelle Isole rispetto al resto d'Italia. All'interno della distribuzione organizzata, i gruppi Agorà e Selex hanno registrato le migliori performance economiche complessive nel 2023. Interessante è anche la crescente rilevanza dei discount, che hanno performato generalmente meglio rispetto alla gdo tradizionale nell’arco temporale considerato (2019-2023). Governance Il capitolo dedicato alla governance rivela interessanti dinamiche sulle società non cooperative (96 aziende). La struttura proprietaria è principalmente familiare (85,4%), caratterizzata dalla quasi totale assenza di fondi di private equity e da una bassa presenza di istituti finanziari. L’età media degli azionisti è relativamente alta, e spesso si rileva il passaggio generazionale attraverso strumenti come usufrutto e nuda proprietà, dove gli azionisti femminili tendono ad essere mediamente più giovani rispetto a quelli maschili. I consigli di amministrazione (board) mostrano una presenza maschile ancora molto elevata (80,1%), benché la quota femminile sia aumentata negli ultimi anni (dal 16,7% nel 2019 al 19,9% nel 2024). Le donne sono maggiormente rappresentate in posizioni senza deleghe operative, mentre sono meno presenti in ruoli apicali. È da segnalare anche una tendenza ad abbassare l'età media dei consigli di amministrazione, diminuita complessivamente di 3,8 anni rispetto al 2019. I nuovi ingressi nei CdA hanno spesso carattere familiare, sottolineando come la governance resti fortemente legata alla proprietà familiare. In conclusione, lo studio di Mediobanca evidenzia un settore che si muove verso una maggiore concentrazione e un'intensificazione delle strategie orientate all'efficienza operativa, all'innovazione tecnologica e al rinnovo generazionale delle governance aziendali. L'articolo Mediobanca 1\ Ecco le sfide del 2025 per la gdo in Italia è un contenuto originale di Mark Up.

Apr 2, 2025 - 01:54
 0
Mediobanca 1\ Ecco le sfide del 2025 per la gdo in Italia
Investire in capitale umano, intelligenza artificiale, personalizzazione e sviluppo della mdd: ecco alcune delle priorità della gdo italiana per Mediobanca

Anche quest’anno Mediobanca pubblica il suo studio sulla situazione economico-finanziaria e le prospettive strategiche della gdo italiana. Particolare attenzione è riservata alle sfide previste per il 2025, all'analisi economico-finanziaria di un campione rappresentativo di 124 aziende, e ai temi di governance aziendale.

Sfide per gli operatori nel 2025

La survey condotta da Mediobanca evidenzia chiaramente quali siano le leve considerate cruciali per affrontare il prossimo futuro. In cima alle priorità vi è l'investimento nel capitale umano (78,3%), seguito dall'implementazione di tecnologie innovative quali intelligenza artificiale e automazione (69,6%). Molto rilevante anche la necessità di una maggiore personalizzazione dell'offerta e lo sviluppo della rete distributiva (entrambi al 60,9%), unitamente all'espansione della marca del distributore (mdd), che rappresenta una strategia centrale per il 56,5% degli intervistati.

Tra le aspettative per l'andamento del mercato, emerge una previsione condivisa di ulteriore espansione delle mdd e del canale discount (69,6%), con una forte crescita della concentrazione del mercato (65,2%). La formazione dei lavoratori, l'uso strategico dell’Ai generativa e l’iper-personalizzazione rappresentano quindi aree su cui gli operatori investiranno per rafforzare competitività e marginalità. L’invecchiamento della popolazione e le dinamiche demografiche, con i nuovi paradigmi di consumo a questi legati sono considerati gestibili dall’85% delle aziende.

Analisi economico-finanziaria dei 124 campioni

Francesco Avanzini (dg di Conad), Domenico Brisigotti (dg di Coop), Massimiliano Silvestri (pres. di Lidl Italia) e Maniele Tasca (dg di Selex) nella tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up e Gdoweek

L'analisi svolta da Mediobanca ha preso in considerazione 124 imprese della gdo, ciascuna con un fatturato superiore ai 200 milioni di euro o appartenenti ai nove principali gruppi della distribuzione organizzata italiana. Per il 2024 si prevede una crescita positiva delle vendite nell’ordine del 3% a/a, in continuità con gli ultimi anni. Tuttavia, si segnala una crescente pressione sui margini a causa dell’aumento dei costi, in particolare per il lavoro e l’energia, destinati a crescere ulteriormente nel 2025. Nonostante ciò, il margine operativo lordo (Ebit margin) mostra un miglioramento rispetto agli anni precedenti, pur evidenziando una maggiore dispersione delle performance economiche fra i vari operatori. È stata osservata una significativa ripresa degli investimenti dopo una fase di rallentamento. L’analisi per aree geografiche indica migliori performance aggregate per le imprese situate nel Sud e nelle Isole rispetto al resto d'Italia. All'interno della distribuzione organizzata, i gruppi Agorà e Selex hanno registrato le migliori performance economiche complessive nel 2023. Interessante è anche la crescente rilevanza dei discount, che hanno performato generalmente meglio rispetto alla gdo tradizionale nell’arco temporale considerato (2019-2023).

Governance

Il capitolo dedicato alla governance rivela interessanti dinamiche sulle società non cooperative (96 aziende). La struttura proprietaria è principalmente familiare (85,4%), caratterizzata dalla quasi totale assenza di fondi di private equity e da una bassa presenza di istituti finanziari. L’età media degli azionisti è relativamente alta, e spesso si rileva il passaggio generazionale attraverso strumenti come usufrutto e nuda proprietà, dove gli azionisti femminili tendono ad essere mediamente più giovani rispetto a quelli maschili.

I consigli di amministrazione (board) mostrano una presenza maschile ancora molto elevata (80,1%), benché la quota femminile sia aumentata negli ultimi anni (dal 16,7% nel 2019 al 19,9% nel 2024). Le donne sono maggiormente rappresentate in posizioni senza deleghe operative, mentre sono meno presenti in ruoli apicali. È da segnalare anche una tendenza ad abbassare l'età media dei consigli di amministrazione, diminuita complessivamente di 3,8 anni rispetto al 2019. I nuovi ingressi nei CdA hanno spesso carattere familiare, sottolineando come la governance resti fortemente legata alla proprietà familiare.

In conclusione, lo studio di Mediobanca evidenzia un settore che si muove verso una maggiore concentrazione e un'intensificazione delle strategie orientate all'efficienza operativa, all'innovazione tecnologica e al rinnovo generazionale delle governance aziendali.

L'articolo Mediobanca 1\ Ecco le sfide del 2025 per la gdo in Italia è un contenuto originale di Mark Up.