L’urlo delle 30 associazioni: "L’Umbria sia costruttrice di pace"
Bandiere arcobaleno, bandiere rosse con la falce e il martello, ma anche quelle con le sigle di Emergency e...

Bandiere arcobaleno, bandiere rosse con la falce e il martello, ma anche quelle con le sigle di Emergency e dei 5 Stelle. Gli esponenti di 30 associazioni, tra movimenti e partiti politici, ieri si sono dati appuntamento in piazza Birago per dire “no“ al riarmo e intimare lo stop al genocidio a Gaza. E’ l’Umbria che parla di pace. Uomini, donne e bambini uniti dallo stesso desiderio, che è quello di fermare le guerre. Quindi l’appello degli organizzatori: "Costruiamo anche in Umbria una mobilitazione alternativa che indichi la possibilità di lavorare assieme per la pace, contro il riarmo e le politiche imperiali. Convergiamo con tutte le bandiere della pace, con quelle delle nostre lotte, con le bandiere della Palestina e dei popoli oppressi. Il costo dell’economia di guerra sarà pagato con la sottrazione di fondi per la sanità, la scuola, la ricerca e il welfare: tutto questo è a rischio per finanziare il progetto di riarmo secondo le intenzioni di chi in Europa e nel centrosinistra propone la difesa comune".
Anche il pensiero della sindaca va alla pace. "L’Europa è nata dalle ferite della seconda guerra mondiale, è nata non per costruirsi come grande potenza militare, ma per farsi costruttore di pace": lo ha sottolineato la prima cittadina Vittoria Ferdinandi intervenendo ieri a Roma all’assemblea pubblica della Cgil dedicata a questo tema. "Un’Europa che non recupera il senso delle sue origini, è un’Europa che non ha futuro, perché chi non conosce il posto dove è nato, i dolori da cui è nato, non può perseguire una strada di futuro consapevole. Se i valori in politica ormai vengono considerati come una belluria retorica - conclude Ferdinandi - noi siamo in un momento veramente molto spaventoso, perché la politica è il più grande strumento che abbiamo per interpretare la realtà".
Silvia Angelici