L'Intelligenza artificiale sbarca all'università: a Torino porte aperte a ChatGPT

L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando sempre più protagonista nelle università, tanto che alcune di esse hanno deciso di adottarla come supporto per studenti, docenti e personale amministrativo. Ma con un importante requisito: deve essere dichiarata. L'Università di Torino, ad esempio, ha tracciato una linea chiara su come l'AI possa essere utilizzata per scopi accademici in molteplici modi e situazioni. In questo articolo esploreremo le nuove direttive, i benefici e le sfide legate all'introduzione di queste tecnologie nel mondo accademico. Indice L'Intelligenza Artificiale come Supporto alla Scrittura e alla Ricerca Licenze a pagamento per maggiore sicurezza Le nuove competenze richieste agli studenti La tesi di laurea con AI  L'intelligenza artificiale nelle facoltà umanistiche L'intelligenza artificiale come supporto universitario Come detto, l’Università di Torino ha deciso di permettere l'uso dell'AI come supporto alla scrittura, alla ricerca e anche alla preparazione delle tesi di laurea. Sebbene l’uso della tecnologia non sia obbligatorio, la possibilità di avvalersene è consentita e aperta a tutti. Secondo le linee guida interne, come riporta 'Il corriere della sera', "Vietarne l’uso non è consigliato, anche perché sarebbe difficile verificarne il rispetto". In effetti, al momento non esistono strumenti, nemmeno basati sull'AI, in grado di rilevare con certezza se un testo, un'immagine o un altro contenuto generato digitalmente. Questo vuol dire che l'uso di strumenti come i chatbot, tra cui il celebre ChatGPT, è libero, sempre che venga dichiarato. Licenze a pagamento per maggiore sicurezza Per garantire maggiore sicurezza, l’Università di Torino ha distribuito 600 licenze per l’uso di piattaforme come ChatGPT e Copilot. Queste licenze a pagamento offrono vantaggi rispetto alle versioni gratuite, poiché i dati immessi non vengono utilizzati per addestrare ulteriormente l’AI, proteggendo così i dati e il sapere accademico degli studenti. Le nuove competenze richieste agli studenti Tra le innovazioni portate dall'intelligenza artificiale nelle università potrebbe esserci anche l'inserimento dell'uso delle AI nelle competenze richieste agli studenti. In un mondo del lavoro sempre più dipendente dalla tecnologia, l’Università di Torino sottolinea la necessità di preparare gli studenti all'uso efficace etico e corretto degli strumenti AI. L'ateneo stesso infatti afferma: "Per gli studenti sono competenze ormai indispensabili", evidenziando quanto non si tratti solo di imparare a usare un software, ma di comprendere i meccanismi alla base di queste tecnologie. La tesi di laurea con AI  Una delle aree più interessate dalla crescente presenza dell’AI è sicuramente la tesi di laurea, per cui anche il concetto stesso di laurea sta cambiando. La tesi, infatti, sta evolvendo in un contesto in cui l'uso dell’AI per il supporto alla scrittura e alla revisione è sempre più comune e proficuo, facendo risparmiare tempo agli studenti. L'intelligenza artificiale nelle facoltà umanistiche Chi, fino a poco tempo fa, pensava che le facoltà umanistiche fossero lontane dalla tecnologia, dovrà ricredersi. L’AI è entrata prepotentemente anche in corsi come quelli di Scienze della comunicazione, sempre all'Università di Torino, dove dal prossimo anno partirà un laboratorio dedicato all'intelligenza artificiale. Sempre nelle facoltà umanistiche porte aperte all'intelligenza artificiale ma meno agli studenti poichè dopo il forte interesse testimoniato dal boom degli iscritti che negli ultimi 3 anni hanno sempre superato le mille unità, dal prossimo anno, per il corso di Scienze della comunicazione, sarà introdotto il numero locale programmato: 750 posti. Queste innovazioni pongono nuove sfide sia per gli studenti che per i docenti, che devono adattarsi a un mondo accademico in rapida evoluzione. E se, da un lato, l’AI apre nuove possibilità, dall’altro richiede una riflessione continua sulle modalità di utilizzo e sul suo impatto nelle carriere future.

Mar 26, 2025 - 17:15
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L'Intelligenza artificiale sbarca all'università: a Torino porte aperte a ChatGPT

studenti seduti università

L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando sempre più protagonista nelle università, tanto che alcune di esse hanno deciso di adottarla come supporto per studenti, docenti e personale amministrativo. Ma con un importante requisito: deve essere dichiarata.

L'Università di Torino, ad esempio, ha tracciato una linea chiara su come l'AI possa essere utilizzata per scopi accademici in molteplici modi e situazioni. In questo articolo esploreremo le nuove direttive, i benefici e le sfide legate all'introduzione di queste tecnologie nel mondo accademico.

Indice

  1. L'Intelligenza Artificiale come Supporto alla Scrittura e alla Ricerca
  2. Licenze a pagamento per maggiore sicurezza
  3. Le nuove competenze richieste agli studenti
  4. La tesi di laurea con AI 
  5. L'intelligenza artificiale nelle facoltà umanistiche

L'intelligenza artificiale come supporto universitario

Come detto, l’Università di Torino ha deciso di permettere l'uso dell'AI come supporto alla scrittura, alla ricerca e anche alla preparazione delle tesi di laurea. Sebbene l’uso della tecnologia non sia obbligatorio, la possibilità di avvalersene è consentita e aperta a tutti.

Secondo le linee guida interne, come riporta 'Il corriere della sera', "Vietarne l’uso non è consigliato, anche perché sarebbe difficile verificarne il rispetto". In effetti, al momento non esistono strumenti, nemmeno basati sull'AI, in grado di rilevare con certezza se un testo, un'immagine o un altro contenuto generato digitalmente.

Questo vuol dire che l'uso di strumenti come i chatbot, tra cui il celebre ChatGPT, è libero, sempre che venga dichiarato.

Licenze a pagamento per maggiore sicurezza

Per garantire maggiore sicurezza, l’Università di Torino ha distribuito 600 licenze per l’uso di piattaforme come ChatGPT e Copilot. Queste licenze a pagamento offrono vantaggi rispetto alle versioni gratuite, poiché i dati immessi non vengono utilizzati per addestrare ulteriormente l’AI, proteggendo così i dati e il sapere accademico degli studenti.

Le nuove competenze richieste agli studenti

Tra le innovazioni portate dall'intelligenza artificiale nelle università potrebbe esserci anche l'inserimento dell'uso delle AI nelle competenze richieste agli studenti. In un mondo del lavoro sempre più dipendente dalla tecnologia, l’Università di Torino sottolinea la necessità di preparare gli studenti all'uso efficace etico e corretto degli strumenti AI.

L'ateneo stesso infatti afferma: "Per gli studenti sono competenze ormai indispensabili", evidenziando quanto non si tratti solo di imparare a usare un software, ma di comprendere i meccanismi alla base di queste tecnologie.

La tesi di laurea con AI 

Una delle aree più interessate dalla crescente presenza dell’AI è sicuramente la tesi di laurea, per cui anche il concetto stesso di laurea sta cambiando. La tesi, infatti, sta evolvendo in un contesto in cui l'uso dell’AI per il supporto alla scrittura e alla revisione è sempre più comune e proficuo, facendo risparmiare tempo agli studenti.

L'intelligenza artificiale nelle facoltà umanistiche

Chi, fino a poco tempo fa, pensava che le facoltà umanistiche fossero lontane dalla tecnologia, dovrà ricredersi. L’AI è entrata prepotentemente anche in corsi come quelli di Scienze della comunicazione, sempre all'Università di Torino, dove dal prossimo anno partirà un laboratorio dedicato all'intelligenza artificiale.

Sempre nelle facoltà umanistiche porte aperte all'intelligenza artificiale ma meno agli studenti poichè dopo il forte interesse testimoniato dal boom degli iscritti che negli ultimi 3 anni hanno sempre superato le mille unità, dal prossimo anno, per il corso di Scienze della comunicazione, sarà introdotto il numero locale programmato: 750 posti.

Queste innovazioni pongono nuove sfide sia per gli studenti che per i docenti, che devono adattarsi a un mondo accademico in rapida evoluzione. E se, da un lato, l’AI apre nuove possibilità, dall’altro richiede una riflessione continua sulle modalità di utilizzo e sul suo impatto nelle carriere future.