Come funziona il farmaco per la schizofrenia a lunga durata (ora rimborsabile)
Nel mondo la schizofrenia ha un'incidenza di circa 1 persona su 1.000 e in Italia interessa oltre 265mila persone. Ora Aifa ha approvato la rimborsabilità del farmaco di Otsuka e Lundbeck che si somministra ogni due mesi. Tutti i dettagli

Nel mondo la schizofrenia ha un’incidenza di circa 1 persona su 1.000 e in Italia interessa oltre 265mila persone. Ora Aifa ha approvato la rimborsabilità del farmaco di Otsuka e Lundbeck che si somministra ogni due mesi. Tutti i dettagli
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità dell’antipsicotico aripiprazolo in formulazione iniettabile a lunga durata d’azione (Lai) somministrato una volta ogni due mesi per il trattamento di mantenimento della schizofrenia nei pazienti adulti.
Ad annunciarlo sono stati Otsuka Pharmaceutical Italy e Lundbeck Italia, i quali hanno riferito che la decisione dell’Aifa si è basata sulla valutazione positiva dello studio di farmacocinetica di 32 settimane.
LO STUDIO E LA NUOVA FORMULAZIONE
Aripiprazolo Lai con somministrazione bimestrale ha mostrato di offrire concentrazioni nel sangue, e quindi un’efficacia, sovrapponibili, nonché un profilo di sicurezza e tollerabilità simile a quello di aripiprazolo Lai con somministrazione mensile (aripiprazolo 400 mg) in 266 adulti, 185 dei quali con diagnosi di schizofrenia.
La formulazione di aripiprazolo Lai una volta ogni 2 mesi contiene 720 mg o 960 mg di principio attivo in siringa preriempita pronta all’uso.
“È fondamentale per un clinico poter scegliere tra antipsicotici con diversi meccanismi d’azione e profili di tollerabilità”, ha commentato Bernardo Dell’Osso, Ordinario di Psichiatria alla statale di Milano e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco.
I BENEFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE BIMESTRALE
La nuova formulazione, secondo gli esperti, potrebbe avere diversi vantaggi per i pazienti perché, come ha spiegato Dell’Osso, “la somministrazione ogni due mesi potrebbe essere ben accettata dal paziente, favorendo l’aderenza terapeutica con un conseguente impatto positivo sul quadro clinico”.
Una “scarsa aderenza all’assunzione della terapia antipsicotica, infatti – ha proseguito -, causa un aggravamento dei sintomi, un maggior rischio di ricadute e conseguenti ospedalizzazioni, una maggiore compromissione del funzionamento individuale e, in ultima analisi, un peggior outcome nel breve e lungo-termine”.
“La terapia della schizofrenia – conclude il medico – deve essere ritagliata su misura per ogni singolo caso e questo nuovo trattamento può rappresentare una valida opzione terapeutica”.
I NUMERI DELLA SCHIZOFRENIA
La schizofrenia, la cui causa e il meccanismo non sono noti, “è un disturbo mentale caratterizzato da perdita del contatto con la realtà (psicosi), allucinazioni (solitamente di tipo uditivo), forte attaccamento a false convinzioni (deliri), pensiero e comportamento anomalo, ridotte manifestazioni emotive, riduzione della motivazione, declino delle funzioni mentali (cognizione) e disturbi nelle funzioni quotidiane tra cui quelle lavorative, sociali e di autosufficienza”.
Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riportati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), sono circa 24 milioni, ovvero 1 su 300, le persone che nel mondo soffrono di schizofrenia a un qualunque livello, con la malattia che si manifesta in percentuali simili negli uomini e nelle donne. L’esordio è più frequente nella tarda adolescenza e intorno ai vent’anni, e l’insorgenza tende a essere più precoce, e con prognosi peggiore, negli uomini che nelle donne.
“In termini di costo psicologico ed economico – si legge sul sito di Msd Manuals -, la schizofrenia è considerata una delle peggiori patologie che affliggono l’umanità”.
“Nel nostro Paese la schizofrenia interessa complessivamente oltre 265mila persone e i nuovi casi l’anno ammontano a più di 35mila”, ricorda Giuseppe Nicolò, direttore DSM DP ASL Roma 5. “I pazienti – afferma l’esperto – incontrano notevoli difficoltà nello sviluppo e nel mantenimento delle relazioni interpersonali e lavorative”.
Per questo, commenta Nicolò riguardo alla rimborsabilità dell’aripiprazolo Lai con somministrazione bimestrale, “il percorso di cura deve contemplare la prevenzione delle ricadute e la diminuzione della gravità degli effetti collaterali e dei sintomi residui”.