Che cos’è il TER ETF?
Il TER (Total Expense Ratio) è un parametro che consente agli investitori di conoscere il costo totale di un fondo, espresso in percentuale. Scopri cos'è il TER e come viene calcolato. The post Che cos’è il TER ETF? appeared first on Rankia: Comunità finanziaria.

Il TER ETF, noto con il suo acronimo in inglese, è un valore responsabile della determinazione del Total Expense Ratio, che altro non è che un parametro che consente agli investitori di conoscere il costo totale di un fondo. Il TER è espresso in percentuale e di seguito vedremo cos’è il TER e come è calcolato.

TER ETF: cos’è?
Qualsiasi tipo di fondo di investimento deve sostenere costi e commissioni, tra cui spiccano la gestione, il deposito, i costi di amministrazione e performance. Questi costi annuali vengono anche definiti TER.
Ad esempio, la commissione di gestione è responsabile della copertura delle spese associate ai servizi e rappresenta una percentuale del valore del patrimonio netto, calcolata su base giornaliera e detratta giornalmente dal valore patrimoniale netto del Fondo. Da parte sua, la commissione di deposito è destinata a coprire le spese per la custodia del capitale.
Tutti questi costi naturalmente incidono sul guadagno che si può ottenere dall’investimento, pertanto l’importo e la grandezza di tutti questi costi (racchiusi nel TER) sono un fattore importante.
Esempio: se il fondo genera un profitto del 8% all’anno ma il suo TER è del 3%, il ritorno per l’investitore diminuisce fino ad arrivare al 5%.
Leggi di più sulle commissioni dei fondi di investimento.
Interpretazione del TER (Total Expense Ratio)
L’acronimo TER significa Total Expense Ratio, ed è un indicatore essenziale nella scelta di un fondo di investimento o di un ETF, variando dallo 0,10% per gli ETF obbligazionari al 2,30% per i fondi azionari.
Studi sul mercato americano (come quelli di Bogle, Common Sense On Mutual Funds) dimostrano che all’aumentare dei costi di un prodotto finanziario corrisponde una riduzione della performance finale. Inoltre, l’idea che “un buon gestore va pagato” non trova riscontro nella realtà: nei mercati competitivi, i rendimenti dei gestori attivi sono mediamente pari a quelli dei passivi prima dei costi. Una volta dedotte le spese, però, la gestione attiva tende a rendere meno.
Per questo motivo, ecco due consigli utili:
- Evita fondi a gestione attiva con un TER elevato. Nel lungo termine, il costo annuo di gestione incide più delle commissioni di ingresso, che sono spesso negoziabili. Se scegli un fondo attivo, opta per quelli con un TER basso.
- Prediligi ETF con costi contenuti e alta liquidità. Gli ETF, grazie alla loro struttura semplice e ai costi ridotti, risultano spesso la scelta più efficiente per gli investitori.
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Valore dell’ETF TER
Il è un indicatore di costo e misura i costi totali derivanti dalla gestione e dall’operatività di un fondo di investimento, come i fondi comuni o gli ETF.
In breve, il total expense ratio TER:
- È una percentuale che indica i costi operativi annuali di un ETF.
- Questi costi non hanno nulla a che vedere con i costi dovuti al broker per piazzare gli ordini o eseguire i piani di risparmio.
- Il TER non include tutti i costi dell’ETF.
- Gli ETF con un TER inferiore non necessariamente sovraperformano gli ETF con un TER superiore.
Dove trovare il TER di un ETF
Per investire con consapevolezza, è importante sapere dove reperire le informazioni sui costi di un ETF. Il TER è sempre riportato nei documenti ufficiali del fondo, tra cui il KID (Key Information Document) e il prospetto informativo. Questi documenti sono consultabili sui siti web delle società di gestione dell’ETF, oltre che su piattaforme di analisi finanziaria.
Inoltre, molte banche e broker online forniscono dettagli trasparenti sui costi degli ETF prima dell’acquisto, permettendo agli investitori di confrontare diverse opzioni e prendere decisioni informate.

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Calcolo del TER
Sapendo che il TER è una percentuale che definisce la proporzione di spese e costi rispetto al patrimonio di un fondo di investimento, si calcola così:
TER = (Costo totale del Fondo / Asset totali del Fondo) x 100
Costi inclusi nel TER dell’ETF
- Diritti di licenza: il fornitore di ETF deve pagare i diritti di licenza per l’indice che segue.
- Commissioni di distribuzione: includono i costi sostenuti per la commercializzazione o la distribuzione del prodotto (preparazione dei documenti del fondo e dei prospetti).
- Commissioni di gestione: costi di gestione e operativi sostenuti dal fornitore dell’ETF per il monitoraggio dell’indice. Includono, per esempio, la gestione del portafoglio, l’audit, la revisione e altri costi operativi.
- Commissioni di custodia: i titoli in cui l’ETF investe sono tenuti in un conto di custodia separato. Questo comporta dei costi per la banca depositaria dell’ETF.
Costi non inclusi nel TER dell’ETF
- Costi di transazione a livello del fondo: questi sorgono quando l’ETF riequilibra il portafoglio o adegua il portafoglio all’indice o reinveste i rendimenti. Questi includono, per esempio, le commissioni dei broker e gli spread (spread bid-ask). Poiché la composizione della maggior parte degli ETF difficilmente cambia, questi costi di transazione sono molto più bassi di quelli dei fondi attivi.
- Costi fiscali.
- Commissioni di sottoscrizione.
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Costo complessivo del fondo (TER) versus Costo totale di possesso (TCO)
Quando si valuta un investimento in ETF o in fondi comuni, è fondamentale considerare i costi associati. Il Total Expense Ratio (TER) rappresenta il costo complessivo annuo espresso in percentuale rispetto al capitale investito e include spese di gestione, amministrative e operative. Tuttavia, non tiene conto di altri costi aggiuntivi, come le commissioni di transazione o l’impatto fiscale.
Per una visione più accurata dei costi reali, si può fare riferimento al Costo Totale di Possesso (TCO), che oltre al TER comprende anche le commissioni di acquisto e vendita, la tracking difference e l’impatto della tassazione degli ETF. Per gli investitori con un orizzonte temporale lungo, il TCO può risultare un parametro più utile rispetto al solo TER, poiché permette di valutare in modo più completo i costi effettivi dell’investimento.
L’impatto del TER sul tuo rendimento
Anche se può sembrare un dettaglio marginale, il TER può avere un impatto significativo sui rendimenti nel lungo periodo. Una differenza apparentemente minima, di pochi decimi di punto percentuale, può tradursi in una riduzione considerevole del capitale accumulato nel corso degli anni, a causa dell’effetto della capitalizzazione composta.
Per esempio, un ETF con un TER dello 0,50% rispetto a uno con un TER dello 0,10% potrebbe generare, nel lungo termine, migliaia di euro in meno di rendimento a parità di condizioni di mercato. Per questo motivo, prima di investire, è sempre opportuno confrontare attentamente il TER degli ETF disponibili sul mercato.
Costo di un ETF rispetto a un fondo attivo
Uno dei principali vantaggi degli ETF rispetto ai fondi comuni di investimento attivi è il loro costo generalmente inferiore. Gli ETF passivi replicano un indice e, grazie a una gestione meno intensiva, presentano TER spesso inferiori allo 0,50%.
Al contrario, i fondi comuni attivi, che si basano su una gestione dinamica e su analisi di mercato approfondite, tendono ad avere costi più elevati, con TER che possono superare il 2%.
Inoltre, molti fondi attivi prevedono commissioni di performance, che aumentano ulteriormente i costi per l’investitore. Pertanto, per chi desidera minimizzare le spese e massimizzare i rendimenti nel lungo periodo, gli ETF possono rappresentare una scelta più conveniente rispetto ai fondi attivi.
Leggi il nostro articolo su ETF, ETC ed ETN per scoprire tutte le differenze interne.
Altri costi quando si investe in ETF
Oltre al TER, esistono altri costi che è bene considerare quando si investe in ETF:
- Commissioni di negoziazione: Alcuni broker applicano commissioni per l’acquisto e la vendita di ETF, che possono incidere sui rendimenti, soprattutto in caso di operazioni frequenti.
- Spread denaro-lettera: La differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita dell’ETF rappresenta un costo nascosto, che può essere più elevato per ETF meno liquidi.
- Impatto fiscale: Le tasse sulle plusvalenze e sui dividendi variano a seconda della giurisdizione fiscale dell’investitore e possono influenzare il rendimento netto.
- Costi di cambio valuta: Se un ETF è denominato in una valuta diversa da quella dell’investitore, le commissioni di conversione possono ridurre ulteriormente i rendimenti.
Analizzare questi costi aggiuntivi aiuta a ottenere una visione più chiara dell’effettivo impatto dei costi sull’investimento in ETF e a ottimizzare le strategie di investimento in base alle proprie esigenze.
Per approfondire il tema degli ETF ed entrare nel dettagli su tutte le varianti, ti lascio i seguenti link, così potrai calcolare il TER per ognuno di loro: