Assalto al portavalori, Saviano: ‘Soldi nelle campagne livornesi poi in Sardegna tramite ditte di spedizionieri’

Un'operazione studiata nei minimi dettagli, con mesi di preparazione e pedinamenti molto ben studiati. La criminalità sarda dietro il blitz che ha scosso la Toscana. “Ecco come hanno operato e dove finirà il fiume di denaro”

Apr 1, 2025 - 11:40
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Assalto al portavalori, Saviano: ‘Soldi nelle campagne livornesi poi in Sardegna tramite ditte di spedizionieri’

Firenze, 31 marzo 2025 - Un colpo studiato nei minimi dettagli, mesi di preparazione e un’organizzazione precisa, simile a un’operazione militare. L’assalto ai due portavalori Btv - Gruppo Battistolli, avvenuto nei giorni scorsi sulla statale Aurelia, nei pressi di San Vincenzo (Livorno), porta la firma di una banda criminale esperta “composta da rapinatori sardi, come si evince dal video girato da un coraggioso cittadino al momento del colpo, nel quale si sentono i banditi comunicare tra loro proprio con accento sardo”.

San Vincenzo, il momento dell'assalto al portavalori sulla Variante Aurelia

E’ lo scrittore e giornalista Roberto Saviano ad analizzare nel dettaglio il colpo messo a segno sulla variante Aurelia all'uscita della galleria sud di San Vincenzo. Saviano, tramite un video pubblicato su YouTube, spiega come un “simile colpo, organizzato con una strategia ben precisa, sia stato sicuramente costruito dopo mesi di osservazioni, dunque con un investimento temporale ed economico importante”.

Ma come si è svolta l’azione? “I banditi non a caso hanno atteso il restringimento di carreggiata”, usando una “classica strategia di freno”.

Ecco che i due blindati, uno pieno di soldi e l’altro vuoto, vengono prima sorpassati da un camper, guidato dai banditi, “che all’improvviso decelera per poi frenare, inchiodando”. È a quel punto che, dietro, l’altro mezzo dei banditi, un camion, ‘chiude’ i blindati impedendo loro la retromarcia. “Essendo poi la strada in quel tratto ad un’unica corsia, impossibile fare un sorpasso”, spiega Saviano. Insomma, tutto studiato molto attentamente.

“E’ in quel momento che sopraggiungono altre tre auto - prosegue lo scrittore -. I pericolosissimi malviventi scendono, sparano in aria e pure al vetro blindato, per intimidire i vigilantes, che sopraffatti dalla forza del gruppo non hanno altra alternativa che scendere dai mezzi, altrimenti morirebbero tra le fiamme”.

I criminali cospargono di benzina il portavalori pieno del denaro destinato alle pensioni dei maremmani e fanno saltare la porta blindata. A quel punto, si impadroniscono del bottino, “danno fuoco a tutto e scappano”. Durante questi momenti concitati, “un bandito si accorge che qualcuno sta facendo un video e spara in direzione del cittadino”, il cui video diventerà poi molto importante per le indagini. Una volta scappati, “i banditi abbandonano le auto usate nel colpo e proseguono la fuga su mezzi ‘puliti’”.

Ma dove vanno poi i soldi? “Prima di essere spartiti tra i membri del numeroso commando, solitamente vengono tenuti fermi qualche giorno in un magazzino isolato, che in questo caso si trova probabilmente nelle campagne di Livorno - spiega Saviano -. Il denaro, poi, raggiunge la Sardegna quasi sempre tramite ditte di spedizionieri che usano svariati stratagemmi per trasportarlo”.

E poi? “Questi soldi forse saranno investiti in cocaina. Ma ci sono anche casi in cui i criminali utilizzano la Sardegna come un hub per conservare la droga e poi farla arrivare sulle coste francesi e catalane”. Savino spiega poi che “i sardi non producono mafia”, perché “il sardo criminale mal sopporta la gerarchia e dunque non potrebbe mai sottostare all’egemonia di un boss”.

L’assalto di San Vincenzo ripropone il dibattito sulla sicurezza del trasporto di denaro. Saviano osserva che, nonostante la progressiva riduzione dell’uso del contante, le rapine ai portavalori non si fermeranno. Quando il denaro diventerà un bersaglio meno redditizio, i banditi potrebbero spostare il loro interesse su altri beni di valore, come l’oro, da sempre considerato un rifugio sicuro per i grandi patrimoni.