Le differenze tra Meloni, Salvini e Tajani sul ReArm Europe di von der Leyen
Cosa dicono e cosa fanno capire Meloni, Salvini e Tajani sul piano ReArm Europe. La nota di Sacchi

Cosa dicono e cosa fanno capire Meloni, Salvini e Tajani sul piano ReArm Europe. La nota di Sacchi
A conferma della sua posizione fermamente transatlantica, del suo ruolo di ponte tra Europa e Usa, Giorgia Meloni in serata, dopo una giornata contrassegnata dal discorso di Ursula von der Leyen a Strasburgo sul piano “ReArm“, annuncia il sostegno pieno dell’Italia all’impegno del presidente Usa per la pace in Ucraina. Sempre sottolineando che la pace deve essere “giusta e duratura” per Kiev.
In una nota di Palazzo Chigi Meloni “accoglie con soddisfazione l’esito dei colloqui tenutisi a Gedda tra gli Stati Uniti e l’Ucraina, con particolare riferimento alla proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni e alla ripresa dell’assistenza americana a Kiev”. Quindi, sottolinea il premier, “l’Italia sostiene pienamente gli sforzi degli Stati Uniti, sotto la guida del Presidente Trump, a favore di una pace giusta che garantisca la sicurezza di lungo periodo dell’Ucraina. Ora la decisione spetta alla Russia”.
Se, dunque, Trump quasi ignorato è rimasto sullo sfondo nel discorso della presidente della Commissione Ue – che citando anche De Gasperi chiama l’Europa a investire di più in Difesa, fino ad arrivare al 3 per cento sul Pil, perché la sicurezza, avverte, “non è più garantita”, questi 70 anni di pace hanno però, a suo avviso, portato a un “deficit di sicurezza” e “abbiamo un vicino ostile come Putin” – a sottolineare lo sforzo in queste ore del presidente Usa per la pace ci pensa in serata Meloni. Non perché le due cose legate a eventi diversi siano in contrapposizione, ma è un fatto che il premier italiano con la sua dichiarazione ribadisce il suo ruolo di ponte tra Usa e Europa.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, vicepremier e titolare del Mit, subito elogia i passi in avanti del negoziato Usa-Ucraina e li mette in aperta contrapposizione con il dibattito a Bruxelles: “Usa, Ucraina e Russia hanno l’occasione di siglare una storica tregua, mentre a Bruxelles in troppi parlano di guerra e armi. Pace, pace e ancora pace!”.
Se Fratelli d’Italia, il partito di cui è presidente Meloni, dice sì al “ReArm”, ma con prudenza (Giovanni Donzelli sottolinea che è sbagliato il nome, che bisognerebbe cambiare perché è un piano di Difesa”), Forza Italia plaude al discorso di “Ursula”. FI è parte integrante del Ppe, come von der Leyen, ma Antonio Tajani non manca di ricordare che in realtà si tratta di un piano “di difesa e sicurezza, non di chi vende le bombe”.
Certo, il temine “Riarmo” non è proprio popolarissimo dopo anni di guerra.